Alfie Evans, il bambino di 23 mesi al centro di una battaglia legale della Corte Suprema è morto dopo una settimana che gli è stato tolto il supporto che lo teneva in vita. Il bambino del Merseyside aveva infatti una malattia degenerativa del cervello ed è stato dichiarato morto alle 2.30 di oggi.

La battaglia legale dei genitori di Alfie Evans

Il padre di Alfie, annunciando la morte del figlio, ha scritto su Facebook “Il mio gladiatore ha posato il suo scudo e ha guadagnato le ali. Sono straziato”. I genitori del bambino hanno perso una battaglia legale contro una sentenza della Corte Suprema che ha consentito all’ospedale di ritirare il supporto di ventilazione. Dopo essere stato in uno stato semi-vegetativo per più di un anno, lunedì il piccolo Alfie non ha più avuto l’apparecchio che lo faceva respirare. La campagna legale dei suoi genitori ha attirato l’attenzione dei media e li ha visti scontrarsi con i medici per il trattamento del bambino. I due volevano infatti portare il figlio in Italia ma questo non è stato permesso dai medici britannici.

Il parere dei medici britannici

L’ospedale aveva rivelato che le scansioni avevano mostrato “un degrado catastrofico del suo tessuto celebrale” e che un ulteriore trattamento sarebbe stato futile ma anche scortese e disumano. I medici hanno poi aggiunto che il trattamento continuativo era “non dell’interesse di Alfie”. La battaglia tra l’ospedale ed i genitori di Alfie Evans è durata ben quattro mesi. La coppia ha sempre criticato il personale medico, suggerendo che il figlio fosse un prigioniero in quell’ospedale e che la diagnosi fosse sbagliata.

La sentenza dei giudici

Il 20 febbraio, l’Alta Corte si è pronunciata a favore dei capi ospedalieri, dopo aver accettato le prove mediche secondo cui “il ragazzo non aveva speranze”. I genitori hanno contestato la sentenza, ma la Corte d’appello l’ha confermata. I tentativi di argomentare la causa alla Corte Suprema e alla Corte europea dei diritti umani sono stati respinti. I genitori del bambino avevano intenzione di portarlo in Italia per farlo curare, ma sono stati bloccati dai giudici. Quest’ultimi hanno confermato una sentenza che impediva ai genitori di Alfie Evans di viaggiare  all’estero per ben 23 mesi, dopo il ritiro del supporto che teneva in vita il bambino. A seguito del rifiuto del governo britannico, la coppia ha agito manifestando davanti l’ospedale con i suoi sostenitori, conosciuti anche come l’esercito di Alfie. Alcuni dei manifestanti hanno cercato di irrompere nell’ospedale Alder Hey.