Il recente scandalo Oxfam ha gettato sotto i riflettori i comportamenti di altre associazioni comunitarie e no profit. Le inchieste a proposito di giri di prostituzione, incontri sessuali non sono terminate, ma anzi ad oggi gli inquirenti stanno indagando anche in Siria.

Danielle Spencer e l’intervista alla BBC

A seguito di un’intervista di Danielle Spencer all’emittente televisiva americana BBC sono scattate le accuse. La donna ha riferito che già tre anni fa erano stati denunciati questi comportamenti, ma nel sud del paese non è cambiato nulla, gli abusi continuano. Gli operatori volontari offrirebbero cibo e aiuti in cambio di favori sessuali. I maggiori enti volontari hanno condannato fortemente questo tipo di comportamento e da quanto affermato contribuiranno fortemente a punire i colpevoli. I soprusi all’ordine del giorno obbligherebbero molte donne ad evitare di recarsi nei centri di aiuto. Il tutto è stato spiegato nel rapporto “Voice of Syria 2018” portando alla luce fatti terribili, come matrimoni combinati con i funzionari degli enti beneficiari in cambio di aiuti.  La signora Spencer ha affermato che, a seguito di un confronto con donne siriane, molte venivano abusate ad esempio nelle zone di Dara’a e Quneitra già nel lontano 2015. Nello stesso anno sono state condotte delle indagini che dimostravano che il 40% di 190 donne in queste zone aveva dichiarato di essere state vittime di violenza. Le Nazioni Unite e le organizzazioni beneficiare erano quindi già venute a conoscenza degli accaduti, ma come riferisce la Spencer, ma nonostante ciò in molti casi queste violenze alle donne sono state ignorate. Questo è spiegato dal fatto che rendendo maggiore il monitoraggio in molte zone non vi è più stata la possibilità di fornire aiuti. Così facendo il terribile meccanismo non si è fermato, ma sta tutt’ora continuando, con il sacrificio di queste donne.

L’UNFPA e il DfID

A proposito dell’accaduto si è espresso anche un portavoce del UNFPA che ha confermato di aver sentito di possibili casi di abusi nel sud della Siria, ma che le ONG non hanno sporto alcuna denuncia ufficiale e che l’UNFPA non è un parte di attuazione. Inoltre, sarebbero state migliorate le revisioni locali e di controllo. Successivamente un ambasciatore del DfID del regno Unito ha dichiarato che non sono state avvertite voci ha riguardo e che i controlli non hanno monitorato e segnalato nulla, ma è stato comunque sottolineata la politica di tolleranza zero nei confronti di tali comportamenti.

Fatti che destano molta preoccupazione e sdegno in quanto le violenze e gli abusi provengono direttamente da coloro che dovrebbero prestare soccorsi ed aiuti.