E’ stata decifrata in Francia, in tempi recenti, una lettera dell’imperatore Carlo V d’Asburgo (1500-1508), imperatore del Sacro Romano Impero e dell’Austria dal 1519 al 1556, noto per la sua frase “sul mio regno non tramonta mai il sole”. Ma come è stata decifrata questa lettera? Cosa dice?

La lettera

Ci si chiederà qual è il contenuto di questa lettera e la sua importanza storica. Essa è una missiva del sovrano ad un dignitario francese, Jean de Saint-Maurius, e tratta dei continui sotterfugi del re francese per colpire l’imperatore. Nella lettera, Carlo V sosteneva che era in possesso di informazioni allo scopo di ordine un complotto per assassinarlo e ne chiedeva altre al suo alleato francese.

Tale lettera, vista la sua segretezza, è ricca di simboli senza un significato, e solo nel giugno del 2022 gli studioso sono riusciti a decifrarli. I ricercatori, così, hanno capito come decifrare anche tre lettere tra l’imperatore e il suo ambasciatore, avendo così una visione storica più completa delle strategie usate dal sovrano asburgico in Europa.

Lo studio

A trovare questa lettera, conservata e dimenticata per secoli nella biblioteca Stanislas di Nancy, è stata la crittografa Cecile Pierrot, che sentì della sua esistenza nel 2019, ma riuscì a trovarla solo nel 2021 (anche il lockdown aveva rallentato le sue ricerche), e notò subito i suoi simboli incomprensibili.

In seguito, un team qualificato, guidato sempre dalle Pierrot, cercò di decifrarlo, ed esso riuscì a catalogare diversi simboli usati dal sovrano, che sembra riassumessero anche parole intere. L’imperatore, inoltre, avrebbe sostituito delle vocali, seguiti da consonanti, con determinati simboli, ispirandosi alla lingua araba. Certi segni, poi, sarebbero stato inventati proprio da lui. Per questo lavoro sono stati necessari sei mesi di lavoro, con il contributo del Laboratoire lorrain de recherche en informatique (Loria) di Nancy.

Secondo la storica Camille Desenclos, questo documento avrebbe confermato i rapporti tra Carlo V e Francesco I, alquanto pessimi nell’epoca in cui fu scritto tale documento, ossia nel 1546, nonostante i due avessero firmato, tre anni prima, avessero formato un trattato di pace. Sicuramente questa scoperta si è dimostrata significativa perché, come è già stato accennato prima, ha aiutato anche a decifrare altre lettere del re, e potrebbe servire anche per altri documenti.

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