Ennesima violenza tra i manifestanti, questa volta siamo a Genova tra Piazza Da Novi e Via Santa Zita.

Ieri, 2 febbraio 2018, i leader politico Simone Di Stefano, candidato premier di Casa Pound, si trovava nel locale Richmond del capoluogo ligure per la sua campagna elettorale, nello specifico nel quartiere Foce. Genova antifascista non ha tardato ad arrivare e ha organizzato una manifestazione per protestare la presenza del politico nella zona che ha avuto inizio dalle ore 19:00.

I manifestanti

Infervorati dalle ideologie la manifestazione si è estesa in Piazza Novi fino ad arrivare in Corso Buenos Aires, luoghi in cui i rivoltosi hanno esposto in maniera feroce le proprie idee. Corso Buenos Aires è stato bloccato con cassonetti e le grida “fascisti fuori dalla città” risuonava nelle strade. Alcuni di questi cassonetti della spazzatura sono stati ribaltati e infuocati. Il lancio di fumogeni e bottiglie di vetro contro la polizia ha contribuito notevolmente ad aumentare la tensione, che le forze dell’ordine hanno cercato di contenere tenendo lontani i manifestanti dal comizio della campagna elettorale di Di Stefano. Successivamente il corteo si è diviso quando dopo aver lanciato alcuni fumogeni è stata colpita e danneggiata la finestra della banca Unicredit ed alcuni manifestanti hanno rubato materiali edili in un cantiere.Inizialmente la manifestazione è stata composta da circa 250 manifestanti, ma in seguito agli atti vandalici una buona parte di persone si è allontanata. Non sono mancati cartelli e striscioni, su uno di questi a caratteri bianchi su sfondo nero la scritta “Contro lo stato e i servi fascisti”.

Intervento delle forze dell’ordine

 Le forze dell’ordine sono state tempestive e hanno bloccato immediatamente la zona affinché non si creassero scontri armati e violenti tra i partecipanti dell’evento di Casa Pound e i manifestanti antifascisti. 120 poliziotti in servizio sono stati mandati a presidiare la zona e chiudere le vie di accesso al comizio elettorale. Inoltre, sono state utilizzate anche le barriere mobile, gli alari, affinché la “zona rossa” rimanesse limitata e chiusa al pubblico, infatti locali e negozi sono stati chiusi in anticipo, tranne un bar. Alle ore 21 la situazione è sotto controllo, le strade sono state riaperte nonostante i controlli siano rimasti alti per preservare l’ordine pubblico e la sicurezza.
In questi giorni è preoccupante come gli scontri in tutta Italia siano aumentati. Segno di una sofferenza politica molto alta, che nonostante ciò non dovrebbe sfociare nella violenza sia che essa provenga da sinistra o da destra.