Il mese di marzo è iniziato con un accento importante posto sul ruolo delle donne all’interno della chiesa, in seguito alla pubblicazione di un articolo della rivista l’Osservatore Romano.

Sfruttamento

Nell’articolo viene sottolineato lo sfruttamento economico delle suore, le cui forze sono dispiegate in lavori domestici presso chiede, scuole, ambulatori, domicili di preti, vescovi e cardinali. Le suore hanno dichiarato che le retribuzioni sono basse, in alcuni casi inesistenti, non vi sono orari prefissati e soprattutto non vi sono regolamentazioni a riguardo. Si è parlato di «abusi di potere», in quanto le capacità, conoscenze, titoli di studio delle suore non vengono calcolate e sfruttate. Lucetta Scaraffia è la direttrice della rivista, donna di spicco nel movimento femminista e docente di Storia contemporanea all’università sapienza della capitale. Una donna caratterialmente molto forte che sta portando avanti l’inchiesta in merito al ruolo sottostimato delle suore all’interno della chiesa.

Le suore si confessano nell’articolo

All’interno del rapporto sono inserite le testimonianze delle suore che spiegano le loro condizioni tristemente limitate a attività meramenti inutili. All’interno dell’articolo sono stati utilizzati nomi di finzione per preservare le identità di queste donne estremamente coraggiose.

Le suore parlano di come siano relegate a ruoli di pulizia domestica, mansioni all’interno delle cucine presso edifici religiosi. Alcune sono messe al servizio di preti, vescovi o altri uomini di chiesa. Altre si preoccupano di preparare la colazione, il pranzo, la cena. Queste donne riferiscono come i trattamenti siano spesso umilianti, basti pensare che molte una volta serviti i pasti non vengono neppure invitate a mangiare. La denuncia di queste donne sta appunto nella richiesta di una maggior uguaglianza tra uomini e donne religiosi, in quanto non sono neppure presenti ordinamenti o legislazioni che sanciscono questo tipo di da farsi per le suore. Una delle suore intervistate sottolinea come sia difficile per queste donne denunciare questi comportamenti che creano in tutte loro una profonda frustrazione. Questo tipo di vita non è quello per cui queste donne si sono consacrate e per cui hanno studiato. Questa realtà c’è anche in Italia, luogo in cui le suore vengono viste come volontarie che non hanno professionalità e capacità. Poi molto importante è anche il fatto che non vi siano contratti che regolamentino le loro prestazioni e lavori.

 

Il manifesto per le donne nella Chiesta

Proprio a causa di questi “soprusi morali ” suore provenienti da tutta italia si sono riunite affinché fosse creato un manifesto rivoluzionario che esaltasse e sottolineasse le loro condizioni fin’ora inascoltate.

Il “manifesto per donne nella chiesa” è stato diffuso qualche settimana fa, al cui interno sono presenti richieste specifiche per migliorare la loro realtà e per portare avanti questa lotta per innalzare ed ottenere i loro diritti.