Le forze governative siriane di Assad stanno hanno preso il controllo della parte di Deraa conquistata dai ribelli, il luogo di nascita della rivolta contro il presidente Bashar al-Assad. Le truppe, accompagnate dalla polizia militare russa, sono entrate nella zona e hanno issato la bandiera nazionale. I ribelli hanno accettato di arrendersi in cambio di un’amnistia o di un passaggio sicuro al nord tenuto dai ribelli. L’esercito di Assad, a partire dal 19 giugno, ha riconquistato vaste aree della provincia circostante di Deraa. Le Nazioni Unite hanno riferito che 234.000 persone sono sfollate e stanno cercando rifugio nella provincia vicina di Quneitra o lungo il confine con la Giordania.

Perché la sconfitta dei ribelli a Deera è così importante?

La città di Deera ha un’importanza strategica e simbolica. È il capoluogo della provincia ed è vicina ai principali attraversamenti del confine giordano. È anche il luogo in cui la rivolta siriana è iniziata nel marzo 2011. Le proteste pro-democrazia sono esplose proprio a Deera, dopo l’arresto e la tortura di alcuni adolescenti che hanno dipinto slogan antigovernativi su un muro della scuola. Quando il governo ha usato la forza per schiacciare il dissenso, le proteste che chiedevano le dimissioni del presidente Assad sono esplose a livello nazionale. I sostenitori dell’opposizione hanno preso le armi, prima per difendersi e poi per liberare le loro aree. La violenza è rapidamente aumentata ed il paese è caduto in una guerra civile che ha causato oltre 350.000 morti e 11 milioni di sfollati.

Come mai i ribelli si sono arresi?

Assad dopo aver sconfitto i ribelli nella Ghouta orientale ad aprile, ha deciso di voler riconquistare tutto il territorio. Più di tre settimane fa, le sue truppe, sostenute dagli aerei russi, sono avanzate rapidamente. Gli intensi attacchi aerei, d’artiglieria ed i razzi hanno indebolito i ribelli, che sono stati informati dagli Stati Uniti che non sarebbero intervenuti militarmente per difenderli. Quando il governo giordano e israeliano ha rifiutato di aprire i loro confini, l’ONU ha avvertito di una crisi umanitaria. Ha riferito che le condizioni di vita nei campi improvvisati per gli sfollati erano terribili, con molte persone che non avevano un rifugio adeguato e un accesso regolare all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria. Dozzine di città e villaggi ribelli hanno concordato tregue localizzate e negoziati con mediatori russi. Successivamente i ribelli hanno consegnato le loro armi e hanno iniziato a discutere con le milizie russe riguardo una resa definitiva.