La notizia che Imani Fadil, una delle principali testimoni del processo Ruby, fosse stata avvelenata da metalli pesanti non era ancora stata del tutto confermata ma c’erano ipotesi che confermavano questa tesi. Fino a ieri non erano stati resi noti molti particolari riguardanti le analisi del sangue della donna ma già si parlava di “contaminazione da metalli pesanti.” Era stata resa nota solamente la presenza di cobalto ma non in quantità che sembravano eccessive. ad oggi, però, emergono dati molto più rilevanti anche su altri metalli presenti nel sangue che obbligheranno ad eseguire l’autopsia in sicurezza per problemi di radioattività.

Confermata la presenza di metalli pesanti nel sangue di Imane Fadil

Sono stati resi noti molti particolari in più che riguardano le analisi del sangue di Imani Fadil. Se inizialmente non si era confermata al 100% l’ipotesi da avvelenamento da metalli pesanti, ad oggi è l’ipotesi più accreditata. Sono infatti stati resi noti gli esiti degli esami del sangue eseguiti subito dopo il decesso.

Da essi emerge un’alta presenza nel sangue di Cadmio, Cobalto, Molibdeno e Cromo. Questo è quanto emerge dalle analisi del sangue e delle urine della donna che avrebbe potuto dare una svolta nel processo del caso Ruby Rubacuori. Il processo contro l’ex premier Silvio Berlusconi avrebbe potuto avere una svolta non a favore di quest’ultimo proprio per le testimonianze di Fadil. Per questo motivo si pensa ad un’ipotesi di complotto che avrebbe portato all’assassinio della donna.

Le analisi dell’autopsia

Questa settimana verrà eseguita l’autopsia sul corpo della donna. Dal momento che sono stati riscontrati metalli pesanti nel corpo, non è possibile stabilire se questi ultimi presentino isotopi radioattivi. E’ probabile che ci sia una qualche pericolosità specifica che quindi deve essere ovviata durante l’autopsia.

Per evitare la contaminazione radioattiva è dunque necessario che i medici legali che la eseguiranno siano adeguatamente protetti. Gli indumenti che verranno utilizzati dovranno essere isolanti per garantire loro la massima sicurezza possibile. L’autopsia verrà eseguita grazie ad attrezzature particolari fornite dal Nucleo Radiologico e batteriologico dei Vigili del Fuoco. Verranno utilizzati scafandri isolanti e tute hi-tech che hanno il compito di proteggere i medici che eseguiranno l’autopsia. Non è sicuro che ci sia effettivamente un pericolo di contagio radioattivo ma è necessario prendere tutte le precauzioni necessarie. Questo anche perché verranno prelevati campioni di tessuto organico che potrebbero essere potenzialmente pericolosi.

Al momento è ancora da stabilire quando verranno eseguite le analisi autoptiche. In queste ore si sta decidendo quando intervenire ma è probabile che l’analisi venga eseguita il più presto possibile. Se fosse una rara malattia che intacca gli organi interni sarebbe comunque necessario intervenire tempestivamente.; questo per evitare un ulteriore deterioramento. Anche se l’ipotesi del complotto è sempre la più accreditata.

 

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