Da questa mattina del 10 febbraio, la Calabria e la Sicilia sono state colpite da un terremoto.

Le città che hanno sentito maggiormente il sisma sono state prevalentemente Itala, Messina, Venetico, Tirrena, Bagnare Calabra, Campo Calabro, Scilla, Santo Stefano in Aspromonte, Palmi, Reggio Calabria, ma in generale l’evento tellurico ha interessato molte città limitrofe.

L’istituto nazionale di geofisica ha registrato da questa notte del 10 febbraio una serie di scosse sismiche che si sono succedute fino al pomeriggio presto. La prima alle ore 1:47 nella regione sicilia, di magnitudo 2.2 con epicentro individuato in mare a 9 km dalla città di Oliveri, Messina. L’ipocentro è stato invece individuato a 9 km di profondità. Sempre in questa zona è stata registrato registrato un secondo sisma alle 2.10 di magnitudo 2.3 di epicentro registrato in mare alla profondità di 12 km ed ipocentro a 7 km. Alle 4.47 un’altra scossa di magnitudo 1.7 con epicentro a Calanna. La scossa sismica di maggior magnitudo si è verificata alle ore 3:16 di questa mattinata di tensione con un valore di 3.7. Essa è stata prevalentemente avvertita in Calabria, di fatto il suo epicentro era circoscritto a Sant’Alessio in Aspromonte nella provincia di Reggio Calabria. L’ipocentro del sisma maggiore era a 19 km di profondità. L’evento ha interessato fino a 14 km a nord est di Reggio Calabria, 83 km da Acireale, 97 km a nord est di Catania e 18 km ad est da Messina. I terremoti sono continuati, uno avvenuto alle 8.23 di magnitudo 2.4 nel comune di Floridia, Siracura, con ipocentro a 11 km. Questa è stata susseguita da un’altra alle ore 13:01 identificata a magnitudo 2.2 e con ipocentro a 28 km di profondità a Priolo Gargallo, sempre in provincia di Siracusa.

Insomma questa giornata di febbraio non è iniziata al meglio per la popolazione vicina allo Stretto di Messina, che ha vissuto attimi di tensione causata in seguito all’evento sismico che ha destato molta preoccupazione.