I suebi, o svevi, un popolo germanico provenienti dall’area baltica, si trovavano in Gallia (Francia) ai tempi della conquista romana, guidata da Cesare. Durante quella campagna, quest’ultimo si scontrò contro Ariovisto, che sconfisse. Ma chi era veramente Ariovisto? Che fine fece dopo essere stato sconfitto dal conquistatore romano?

La biografia di Ariovisto

Non si sa molto della vita di Ariovisto, nemmeno la sua data di nascita o di morte. Di lui, lo stesso Cesare parla nel suo De bello Gallico, che è la fonte storica principale che tratta di lui, seguita da altri, nei secoli successivo, come Cassio Dione.

Di lui si sa che parlava bene il gallico, e che aveva due mogli: una era sueba come lui, mentre l’altra era sorella di un re di un popolo germanica presente nella zona dell’Austria. La Germania, a quel tempo, era un suddivisa in varie tribù nomadi, che non avevano un sovrano, ma Cesare definì Ariovisto il “re dei Germani” vista l’autorità che esercitava su altri soldati che non erano solo suebi.

Nel 59 a.C., Cesare ed il Senato romano provarono a fare di lui un loro alleato, ma visto che l’avanzata di Ariovisto in Gallia prendeva sempre più piede, Cesare, nel 58 a.C. decise di recarsi in Gallia, dopo aver fatto un tentativo con degli ambasciatori.

Lo scontro tra Cesare ed Ariovisto

Cesare provò diverse manovre, prime di arrivare alla scontro con Ariovisto, cercando di ricordare a quest’ultimo i benefici che aveva ottenuto diventando amico di Roma, e che quest’ultima era alleata degli Edui, antico popolo della Gallia, di cui gli altri germani cercavano di prendere i territori. Per conto suo, il re dei suebi recò che lui si era recato in Gallia su richiesta del suo popolo, che voleva dargli le terre di cui era entrato in possesso, e non il contrario, e che un tributo gli era dovuto, visto che lui e altri germani inviano soldati per proteggerli.

Cesare, proconsole romano, non poteva non intervenire e da allora considerò Ariovisto un nemico, e due giorni dopo il loro incontro, il romano mandò altri due rappresentanti, che furono messi in catene perché il re suebo li credeva delle spie. Infine, i due eserciti si scontrarono presso la catena montuosa dei Vosgi, e fu l’armata dei suebi ad essere sconfitta. Migliaia di soldati morirono, ma sembra che Ariovisto si salvò, seppur a stento, raggiungendo le rive del Reno. Sembra che quest’ultimo, tuttavia, morì non molto tempo dopo in seguito alle ferite, così come le sue moglie ed una delle sue figlie. L’altra figlia, venne fatta prigioniera.

La descrizione di Ariovisto nel De Bello Gallico

Di Ariovisto, Cesare parla già nel suo primo libro del De Bello Gallico, e lo descrive così:

Ariovisto, re dei Germani, si era stabilito nei territori dei Sequani e aveva occupato un terzo delle loro campagne, le più fertili dell’intera Gallia; (…). Ariovisto, poi, da quando aveva vinto l’esercito dei Galli ad Admagetobriga, regnava con superbia e crudeltà, chiedeva in ostaggio i figli di tutti i più nobili e riservava loro ogni specie di punizione e di tortura, se non eseguivano gli ordini secondo il suo cenno e volere. Era un uomo barbaro, iracondo e temerario. Non era possibile sopportare più a lungo le sue prepotenze.

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