Talvolta accade che anche le infrazioni più gravi e penalmente punibili non vengano applicate perché non tutto è stato fatto a regola d’arte. E’ il caso di una donna di 33 anni di Marsala scagionata dalla Cassazione perché, nonostante fosse risultata positiva all’alcol test, non era stata messa nelle giuste condizioni per difendersi.Andando con ordine. Nel luglio 2017 una donna di 33 anni era stata coinvolta in un incidente stradale a Marsala ed era stata accompagnata in ospedale. All’arrivo in ospedale era stata subito sottoposta a tutti gli accertamenti del caso e agli esami. Dal prelievo del sangue era risultato che la donna aveva un tasso alcolemico di 1.5 grammi nel sangue. Il limite di grammi possibili di alcol nel sangue è di 0.5, quindi la donna ha sforato questa normativa di ben 1 grammo.

Un tasso alcolemico di questo tipo è di certo possibile di sanzione. Il fatto che la donna fosse stata coinvolta in un incidente è un aggravante in più rispetto ad un semplice controllo. Tuttavia non tutto si è svolto secondo le procedure e questo ha comportato non pochi problemi, tra cui l’assoluzione della donna. Questo perché le analisi sono state eseguite in ospedale in assenza di un legale che potesse accertare l’accaduto.

Motivi dell’assoluzione dell’imputata a Marsala

La donna è stata assolta proprio perché le analisi ematiche sono state eseguite senza la presenza di un legale che potesse difenderla. La donna non è stata informata dagli organi competenti di avere la facoltà di chiamare un legale a rappresentarla durante i test per accertare la veridicità dei fatti. In questo modo alla donna è stato tolto un diritto che, di fatto, ha invalidato tutti i test fatti.

Nonostante la positività schiacciante all’alcol test, il fatto di non potersi difendere e di non essere stata messa al corrente dei suoi diritti, ha fatto decadere le accuse. L’assoluzione è dunque avvenuta per un’incongruenza o una leggerezza che però ha compromesso tutta l’indagine scagionando la donna senza ammissione di replica.

Purtroppo non seguendo le procedure corrette, tutta la pratica è stata archiviata e i test praticamente invalidati. Il legale della donna, arrivato in un secondo momento, ha proprio sfruttato questo cavillo per poter scagionare la sua imputata. L’assoluzione è stata completa e il reato archiviato. Non ci sono possibilità di imputare alla donna qualcosa poiché le stesse analisi eseguite non hanno alcuna rilevanza.

I diritti della donna sono in qualche modo stati violati e quindi nonostante tutto i giudici si sono trovati con le mani legate di fronte a questo fatto. Quando ci si trova in una situazione del genere è sempre accertarsi di aver adempito a tutti i compiti e aver fatto tutti i passaggi dovuti, Questo per evitare di rilasciare una persona magari pericolosa alla guida trovata in evidente stato di ebbrezza.

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