Sette cittadini italiani sono stati arrestati a Bratislava per l’omicidio del giornalista slovacco, Jan Kuciak e della sua fidanzata.

Tre gli arrestati che facevano parte dell’inchiesta su cui il giornalista stava lavorando. Stiamo parlando dell’imprenditore Antonio Vadalà, Bruno Vadalà e Pietro Catroppa. Questi erano stati accusati da Jan Kuciak di avere legami con cosche mafiose della ‘ndragheta e della gestione di un patrimonio di milioni di fondi comunitari.

Tre italiani arrestati

La scorsa notte le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella loro abitazione. Antonio Vadalà non era sconosciuto alla polizia, poiché in passato era stato accusato di aver aiutato il latitante Domenico Ventura, boss della ‘ndragheta ricercato per un assassinio. A seguito di ciò Vadalà si era trasferito in Slovacchia per lavoro. In particolare entra in contatt con Maria Troskova, finalista di miss mondo e successivamente funzionaria del ministero di Economia e consigliera del premier Robert Fico. I due iniziano a lavorare insieme per il progetto di produzione di energia, dopo aver presentato il progetto di valore 70 milioni. Ieri, 28 febbraio, la donna si è dimessa creando un vero e proprio scandalo.

L’omicidio

Jan Kuciak era un giornalista investigativo dell’età di 27 anni. L’uomo è stato trovato morto con la sua fidanzata dentro la loro abitazione nella città di Velka Macva. Le forze dell’ordine, tra cui polizia, magistratura, intelligence, si sono mosse in maniera tempestiva e hanno individuato la causa del delitto nelle indagini sulle frodi fiscali che Kuciak stava seguendo. Il giornalista lavorava per la testata giornalistica Aktuality.sk, la quale ha denunciato e condannato fortemente l’accaduto ritenendolo un affronto ai media slovacchi e un atto di alta criminalità.Negli ultimi documenti il giornalista assassinato riferiva irregolarità delle aziende in contatto con l’imprenditore Marian Kocner. Queste indagini portarono a numerosi scontri e alle dimissioni di un membro attivo al governo, Ladislav Basternak.

 

Il premier Fico si è visto fin da subito disponibile a chiudere il caso e trovare i colpevoli e ha dichiarato che se le fonti attuali porteranno alla soluzione del caso, si tratterà di un vero e proprio omicidio della libertà di stampa e informazione slovacca, a cui il suo governo risponderà fortemente.