Dopo il 4 marzo, per l’Italia, i problemi non riguardano solamente la formazione di un nuovo governo ma anche e soprattutto l’economia e il Pil.

Da Bruxelles, infatti, è arrivato un ultimatum affinché la situazione governativa italiana si risolva e metta il paese in grado di lavorare.

L’intervento di Bruxelles

Dopo sollecitazioni solo accennate fatte nella speranza che la situazione si risolvesse in tempi più brevi, oggi l’ultimatum è giunto.

L‘Europa sta mettendo l’Italia davanti alla situazione di crisi generale aggravata da questa prolungata mancanza di governo.

Il rischio che la fiducia nei titoli italiani crolli non è affatto remota e l’incertezza politica non aiuta di certo gli investitori a scegliere titoli italiani.

L’economia rischia il crollo e i tassi di inflazione rischiano di soffocare ancora quel poco che rimane di salvabile.

Quali sono i dati

Bruxelles fa perno su dati molto concreti che riguardano da vicino l’economia italiana.

Il deficit strutturale non subirà nessun tipo di diminuzione, a fronte di un calcolo già preventivato tempo addietro.

Nonostante la crescita ci sia, seppur marginale, sarà solo grazie ad investimenti provenienti dall’esterno.

La situazione italiana rimane sempre e comunque critica e la sua crescita è la più bassa di tutta l’Europa.

La preoccupazione di Bruxelles, infatti, è proprio quella che l’Italia faccia da traino in senso negativo per tutta l’Europa.

Trovandosi con un debito già decisamente pesante da colmare, questo ennesimo calo, sarebbe davvero difficile da sostenere.

L’Europa ha già portato avanti moltissimi compromessi nei confronti dell’Italia e dei problemi economici portati dalla crisi, ma la situazione non può durare per sempre.

Il fatto che a due mesi dall’elezione non si sia ancora trovata una modalità per poter istituire un governo è davvero preoccupante.

L’Italia sta facendo un pessima figura davanti all’Europa e al mondo perché non è in grado né di votare leggi elettorali che garantiscano una maggioranza, né di votare per una maggioranza.

Il tentativo di creare un governo delle larghe intese, come è avvenuto in Germania, è miseramente naufragato.

I partiti politici italiani non riescono ad accordarsi nemmeno temporaneamente per creare un governo utile e stabile.

La corsa sembra indirizzata solamente verso la posizione di Presidente del Consiglio e verso una legittimazione del potere.

Il benessere dello stato italiano è passato di gran lunga in secondo piano e questo, a Bruxelles, non è sfuggito.

Ci si augura che presto si arrivi ad una decisione per il bene non solo dell’Italia ma di tutta l’Europa.