Ormai è un mese che la tensione fra Israele e la Striscia di Gaza non accenna a diminuire e, anzi, raggiunge livelli sempre più critici.

L’ultimo scontro è stato ancora più violento dei precedenti.

Le persone rimaste ferite nello scontro sono oltre 40 e i morti sono due.

Scontri sempre più forti a Gaza

Gli scontri al confine tra la Striscia di Gaza e il territorio israeliano si inaspriscono e il Ministero della Sanità di Gaza ha confermato la morte del secondo manifestante.

Lo scontro ha sfruttato anche aquiloni rudimentali che facessero letteralmente “volare” le bottiglie incendiarie oltre il confine.

Il numero di militanti palestinesi coinvolti negli scontri secondo le fonti sono più di 3000.

I tumulti stanno avvenendo in circa 5 differenti zone lungo tutta la barriera di difesa da Israele.

La risposta di Israele

Da Israele, in tarda mattinata, sono partiti dei velivoli che hanno letteralmente lanciato sulla Striscia di Gaza dei volantini invitando la popolazione a non avvicinarsi alla barriera di difesa.

Il volantino riportava una “calda raccomandazione” ad evitare attacchi contro Israele e le sue forze militari e di tenersi lontano dai terroristi.

Il volantino riportava anche il fatto che, in ogni caso, l’esercito israeliano avrebbe risposto a qualunque attacco.

Dal canto loro, gli attivisti della Striscia di Gaza, hanno contraccambiato il gesto con volantini portati ancora una volta da aquiloni.

Se il messaggio di Israele era riportato in arabo, quello palestinese era riportato anche in ebraico e ribadiva la volontà degli attivisti a non arrendersi davanti alla forza opprimente di Israele.

Come firma è stato inoltre usato l’hashtag “#Al-Quds (Gerusalemme)_Capitale_Palestina” proprio per ribadire la posizione degli attivisti.

Gli scontri non sembrano dunque destinati a terminare ma, anzi, pare che il contrasto sia inevitabile e purtroppo sempre più violento.

Nessuno dei due schieramenti sembra mostrare la volontà di cessare le ostilità come, purtroppo, tutti immaginavano.