Sempre più spesso si sentono usare nuovi termini in campo economico che, in fondo, non tutti conoscono. Il linguaggio è in continuo mutamento e alcuni termini sono diventati in breve tempo molto usati da tutti. Molti altri sono invece più utilizzati dagli specialisti del settore. Molto spesso i nuovi termini derivano da uno slang inglese che entra completamente a far parte del nostro vocabolario. Alcune situazioni vengono ormai descritte solo tramite termini non italiani che però sono entrati completamente a far parte del nostro linguaggio.

Soprattutto in economia vengono coniati giornalmente nuovi termini che possano essere in grado di descrivere la situazione attuale in modo dettagliato ma breve. Utilizzare parole brevi ma di impatto è sostanziale, soprattutto per gli economisti. In particolar modo, in questi anni di crisi, sono stati coniati moltissimi nuovi termini. Uno di questi è Gig Economy.

Cos’è la Gig Economy?

Con il termine Gig Economy ci si vuole riferire ad un sistema che non utilizza la tipologia di contratto a tempo determinato ma nemmeno sfrutta le prestazioni continuative. Il sistema di lavoro instaurato dalla Gig Economy prevede che le prestazioni avvengano a richiesta. Il contratto è inesistente e il pagamento avviene solamente nel momento in cui si usufruisce di una prestazione. Non c’è obbligo alcuno di richiedere un numero minimo di prestazioni, ogni scelta è assolutamente indipendente.

Della Gig Economy fanno parte tutti quei lavoratori che vengono chiamati quando, ad esempio, viene richiesto il cibo a domicilio piuttosto che un passaggio in automobile. Chiunque sia in grado di offrire un servizio unico, senza vincoli contrattuali, fa parte del meccanismo della Gig Economy. Al vertice, ovviamente, ci deve essere il capo dell’organizzazione che coordina e organizza le attività.

Queste tipologie di lavoro sfruttano al massimo il web e tutte le sue potenzialità perché il servizio viene richiesto tramite la piattaforma dedicata. Per facilitare le cose sono nate anche delle applicazioni per i dispositivi mobili per rendere ancora più semplici e veloci le richieste.

Da cosa deriva la nuova economia

La crisi economica ha facilitato moltissimo lo sviluppo di questo nuovo tipo di economia; economia sicuramente molto comoda e veloce per chi ne usufruisce ma che non tutela i lavoratori. Lavorare senza un contratto e solo a chiamata è davvero difficoltoso perché non permette di avere nessuna tutela e nessuna garanzia. Nel caso succedesse qualche incidente il lavoratore non è tutelato e il datore di lavoro non ha vincoli contrattuali di alcun tipo.

Il fatto però che esistano queste realtà e che siano particolarmente importanti deve far pensare che sia necessario regolarizzare queste prestazioni. Seppur rispettando magari le modalità di svolgimento primarie, è però necessario agire in qualche modo per tutelare il lavoratore. Che la precarietà sia un problema che affligge proprietari e lavoratori è una realtà; la figura che però di certo risulta essere più debole in questa situazione è il lavoratore che va tutelato.

Sempre più spesso stanno nascendo attività che sfruttano la Gig Economy e che propongono tipologie di servizi differenti ed è quindi necessario prendere provvedimenti. Adattarsi alla nuova situazione è un grande vantaggio e può non essere affatto un male. Tuttavia la situazione deve necessariamente essere regolamentata per avere gli aspetti positivi sperati.