Dopo la notizia della maxi multa di 5 miliardi di dollari a carico di Google emanata dalla commissione Europea ci si chiede come cambierà il sistema Android.

Sicuramente non è facile ne decifrare i possibili cambiamenti ne tantomeno se avverranno davvero.

La piattaforma più famosa del mondo, infatti, ha deciso di impugnare la sentenza per evitare la sanzione e rivedere la decisione ma è ancora tutto da discutere.

E’ assai probabile che a breve termine non cambierà molto rispetto a prima nonostante la piattaforma sembra intenzionata a fare il contrario.

Google sotto accusa

I punti principali dell’accusa che hanno fatto scattare questa maxi multa sono fondamentalmente 3 ma fanno riferimento tutti ad una problematica ben precisa: lo strapotere imposto da Google.

Google fino ad ora ha impedito versioni che non fossero ufficiali di Android al produttore che avesse voluto proporre applicazioni di Google già installate.

Non sarà più possibile inoltre richiedere la preinstallazione delle applicazioni Google al produttore; un esempio è la possibilità di navigare con Chrome.

Inoltre la piattaforma non potrà accordarsi sul pagamento con i produttori al fine di imporre il proprio browser preinstallato.

Google ha fino a questo momento controllato con tutti i metodi possibili il mondo del web e della telefonia instaurando, di fatto, un monopolio.

Il contrattacco

Dal canto suo, la piattaforma, non ha fatto attendere una reazione e ha risposto per le rime.

Google ha risposto innanzitutto sul primo punto affermando che la regola che aveva imposto serviva solamente per evitare una frammentazione.

In questo modo si evita di avere la stessa applicazione su telefoni differenti.

Android è stato negli anni molto modificato, migliorato e standardizzato dagli sviluppatori proprio perché open source.

per quanto riguarda il secondo punto d’accusa è probabile che ci si possa trovare in una situazione in cui uno smartphone Android non possederà applicazioni Google.

In realtà, le applicazioni, possono anche essere preinstallate, ma Google non può dal canto suo fare questa richiesta.

Per quanto riguarda i motori di ricerca, evitare di avere uno strapotere da parte della piattaforma è davvero difficile.

Forse potrebbe esserci più spazio per browser come Opera o Firefox ma è molto difficile da valutare in questo momento.

Una cosa assolutamente certa è che la piattaforma, prima di attenersi strettamente alle sanzioni imposte, proverà ad impugnare la sentenza.

Quale sarà il verdetto e quali saranno i cambiamenti, non è dato sapere, ma è probabile che si riesca a trovare un accordo fra le parti.

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