San Bartolomeo apostolo può darsi che non sia noto come San Pietro o San Paolo, ma le sue reliquie, che oggi riposano sull’Isola Tiberina a Roma, hanno detronizzato il suo antico abitatore, il dio Esculapio. Per saperne di più su questo santo, martirizzato in Armenia, si può continuare a leggere questa pagina.

La vita di Bartolomeo

Il nome di questo santo apostolo è noto perché di lui si parla nel Vangelo di Giovanni, e di lui si sa che era amico di Filippo, altro apostolo di Gesù. Fu tramite Filippo che Bartolomeo venne a conoscenza della presenza di Gesù e, sebbene all’inizio fosse scettico, non appena vide Cristo capì che era lui il Messia.

Di lui si parla anche nei vangeli apocrifi. In quello dell’Infanzia, sembra che Bartolomeo sia stato guarito da Gesù Bambino, dopo che fu messo a dormire assieme a lui. A lui fu attributo anche uno di questi vangeli non riconosciuto, il Vangelo di Bartolomeo, in cui l’apostolo interroga Cristo, sia prima che dopo la Passione, sui misteri della fede.

In un testo sulle memorie degli apostoli, si narra che l’apostolo viaggiò in India, nella regione dei Medi e all’estremità dell’Asia, e narra di un episodio, avvenuto in un tempio pagano, in cui l’apostolo disse ai pagani che il dio che veneravano era, in realtà, un demonio. Della sua morte, si sa che fu scuoiato vivo, in Armenia, e lei sue reliquie siano state trasportate prima a Benevento, e poi a Roma, nell’838 d.C.

L’iconografia di San Bartolomeo

San Bartolomeo è il patrono dell’Armenia, dell’Isola di Lipari e di altre città italiane ed europee, nonché di artigiani che operano con coltelli e altri oggetti da taglio, come i macellai, i calzolai, i rilegatori di libri, i sarti, i conciatori, etc. Viene festeggiato il 24 agosto dalla Chiesa Cattolica, mentre in quella Ortodossa la cui ricorrenza è l’11 giugno.

Nell’iconografia i suoi attributi sono la pelle e il coltello, e tra le opere che lo raffigurano si possono includere:

  • la statua di San Bartolomeo nel Duomo di Milano, realizzata nel 1562 da Marco d’Agrate;
  • il San Bartolomeo scuoiato, un particolare della Cappella Sistina, dipinta da Michelangelo Buonarrotti;
  • lo Scorticamento di San Bartolomeo, del 1634, dipinto da Jusepe de Ribera, oggi conservato alla National Gallery of art di Washington;
  • il Martirio di San Bartolomeo, del 1722, realizzato da Giovanni Battista Tiepolo, conservato oggi nella chiesa di San Stae a Venezia.

La costruzione sua basilica sull’Isola Tiberina è datata verso l’anno 1000 ed è stata realizzata in stile barocco, su richiesta dell’imperatore Ottone III di Sassonia. Oltre alle reliquie del santo a cui è dedicata, questa basilica oggi ospita anche altre memorie di santi dei nostri tempi, come Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador che fu ucciso per aver denunciato le violenze nel suo paese, o Paul Schneider, religioso tedesco che si oppose al nazismo.

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