Gli impianti cocleare sono, in pratica, degli orecchi artificiali che permettono ad una persona affetta da una sordità grave di percepire i suoni. Qui, in questa pagina, si possono trovare informazioni su di essi, sulla loro funzione e su quando si possono utilizzare.
Come funziona
Gli impianti cocleare sono composti da due dispositivi. Uno è il dispositivo interno, costituito da un ricevitore-stimolatore che si posiziona sotto la cute vicino all’orecchio con un cavo di connessione. Esso ha un multielettrodo che viene inserito nella scala timpanica della coclea, vicino al nervo acustico. L’altro è il dispositivo esterno, dotato di un microfono miniaturizzato e da un processore che si trovano all’interno di un supporto simile ad un apparecchio acustico, che permettono di elaborare i suoni e trasmetterli a quelli interni.
Per impiantare questo dispositivo è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico, che dura circa un paio di ore e per cui va effettuata l’anestesia generale. Il paziente, in seguito, può uscire dopo due giorni (al massimo cinque) l’intervento e ritornare tre settimane dopo dal chirurgo per controllare la ferita, ed allora si procede con l’attivazione del dispositivo, programmandolo per le esigenze del paziente. E’ raro che ci siano delle complicanze dovute all’interno, ma è sempre possibile un rigetto dell’impianto, delle infezioni alle cicatrice o, ancor più rara, la meningite.
In Italia, oltre 1000 impianti cocleari vengono installati ogni anno, ed il costo di un singolo impianto può essere di 23,000 euro, ma il Servizio Sanitario Italiano può farsene carico in determinate condizioni o Regioni.
Le condizioni per impiantarlo
Questo impianto viene installato nei casi sordità profonda, che sia acquisita o congenita, ma non tutti possono usufruirne. L’intervento si può effettuare a qualunque età, ma è ovvio che i soggetti devono essere in uno buono stato di salute.
Sono controindicati in determinati casi, come per la disfunzione o la mancanza del nervo acustico, in quanto la stimolazione elettrica deve essere effettuato ad esso, e non è possibile farlo dopo essere stati affetti da patologie come la meningite o per la sordità post traumatica del cranio. Non sono adatti a questa procedura anche i soggetti con sindromi che riducono la capacità intellettiva, in quanto non possono seguire il protocollo terapeutico previsto durante la riabilitazione.
Per capire se un paziente può essere sottoposto a tale trattamento, egli deve essere sottoposto ad una serie di esami, a cominciare da una visita specialistica otorinolaringoiatrica o audiologica, nonché a risonanza magnetica e Tac dell’osso temporale e dell’encefalo. Durante questa fase, il chirurgo informa sia il paziente dei familiari del percorso.
