Proprio in questi giorni nelle sale italiane uscirà il nuovo film di Roman Polanski “J’accuse”, già presentato a Venezia. Il film affronta l’importante tema dell’antisemitismo e del razzismo e una dei protagonisti è la moglie del regista, Emmanuelle Seigner. Tuttavia, ciò che davvero continua a tenere banco, più che la qualità della pellicola, è la vicenda di violenza sessuale in cui Polanski è stato coinvolto ormai 40 anni fa.

Arriva “J’accuse” di Roman Polanski

Dopo essere uscito nei cinema francesi e aver riscosso molto successo, ecco che arriva anche in Italia la pellicola di Roman Polanski. Il film si occupa del famoso caso Dreyfus che ha come trama la storia dell’ufficiale francese dalle origini ebraiche che venne accusato di essere una spia. In seguito a questo, Dreyfus, venne accusato, processato e infine rinchiuso in carcere.

La storia è davvero cruda e porta sulla scena temi che, purtroppo, poco hanno a che vedere con il passato poichè stanno tornando terribilmente attuali. Il razzismo, l’antisemitismo, l’odio nei confronti delle persone diverse da noi, che non appartengono al nostro stesso paese o etnia e soprattutto il difficile scontro sulla verità.

Quest’ultima è davvero la protagonista assoluta di questa pellicola che vuole proprio indagare come, spesso, la verità non venga davvero ricercata. Il film si scaglia contro chi non vuole ricercare davvero la verità, ma preferisce affidarsi alle accuse infamanti ancor prima di conoscere come si sono svolti realmente i fatti. Ammesso che, effettivamente, gli accusatori siano realmente interessanti alla verità e non vogliano solamente punire la persona.

Il film prende proprio il nome dal romanzo dello scrittore Emile Zola, che si intitolava proprio “J’accuse”. Fu proprio in seguito all’interesse mostrato in questo romanzo che riprendeva la divisione totale dell’opinione pubblica riguardo il caso Dreyfus, che il caso stesso venne riaperto. Tuttavia, quello che appare chiaro a molti, è il voluto parallelismo tra il protagonista del film e il resta stesso.

Emmanuelle Seigner difende il marito

Molti sono in realtà coloro che in questo film di Polanski vedono una versione riveduta e corretta dello scandalo in cui lui stesso è stato coinvolto. Polanski è stato accusato 40 anni fa di stupro da una ragazza minorenne. Accusa che Polanski si porta dietro da sempre a cui si aggiungono le nuove accuse dell’attrice Valentine Monnier.

Polanski non ha mai fatto mistero di quanto questa questione giudiziaria gli sia rimasta sempre incollata addosso nonostante tutto. Il film, infatti, mette più che altro sotto accusa chi continua ad accusa nonostante tutto. La pellicola fa riflettere anche e soprattutto sul fatto che, per l’opinione pubblica, l’accusato è già colpevole.

A difendere ancora e sempre il marito da queste accuse infamanti che si susseguono negli anni c’è Emmanuelle Seigner, la moglie del regista. L’attrice liquida tutte le accuse dicendo che esse svaniranno in breve tempo. Al contrario, la Seigner, sottolinea come invece questa pellicola rimarrà nella storia del cinema.

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