Krsṇa, o Krishna dal nome anglicizzato, è il dio Visnu che nella tradizione religiosa induista rientra nella corrente del visnuismo. In quella del krsnaismo, in particolare, egli rappresenta l’Essere supremo, mentre nel Visnuismo ne è solo una manifestazione, un avatara. Ancora, secondo alcuni studiosi Krsṇa e Visnu in origine erano due divinità distinte che si sono, poi, fuse nel V secolo d.C. quando, a partire dal Visnu Purana (il testo viṣṇuita di quell’epoca), Krsṇa è indicato come una riproduzione di Visnu.

L’etimologia del nome è simbolo della divinità stessa. Rappresentato, infatti, come un giovane dalla pelle azzurra scura, Krsna in sanscrito significa scuro per l’appunto. Per il movimento Hare Krishna, l’associazione culturale creata a New York, invece, la parola vuol dire “infinitamente affascinante”. Questo perché la radice krish- indicherebbe il fascino supremo e il suffisso -na la gioia suprema: l’abbinamento delle due espressioni servirebbe a descrivere il Krishna come il Supremo Brahman apice della sua perfezione. Di solito, poi, il nome viene preceduto da Sri o Shri, ossia Signore per i più, ma venerato nella traduzione letterale: un titolo di rispetto.

La storia di Krishna

Krsna nasce il 20 luglio del 3227 a.C ed è l’ottavo figlio di Vasudeva e Devaki. Avendo ricevuto Kamsa, cugino di quest’ultima e sovrano di Mathura, la predizione della propria morte ucciso per mano di un nipote, questi decide di uccidere i figli di Devaki, ma Krsna riesce a salvarsi.

Viene affidato a un pastore e cresce nei boschi di Gokula. Da qui il suo cambio di nome: prende il soprannome di Govinda, da vinda che significa protettore e go che vuol dire terra e mucche, per le sue battaglie in difesa dei villaggi di pastori in cui ha vissuto per anni e per aver aiutato gli abitanti di Vrindavana a salvarsi dall’ira tempestosa del dio della pioggia Indra.

Curiosità sul mito moderno di Krsna

Dal culto induista è nata anche una lunga tradizione cinematografica. Tra i film che parlano di Krsna c’è Hare Krishna! Il Mantra, il Movimento e lo Swami che ha iniziato tutto il lungometraggio di John Greisser, distribuito nelle sale di tutto il mondo per celebrare la vita di Srila Prabhupada, missionario e scrittore indiano visnuita del XX secolo.

Partendo dall’East Village di New York il film mostra immagini del movimento mondiale Hare Krishna per raccontare, poi, nel dettaglio la storia miracolosa di Srila Prabhupada, il fondatore e rappresentante spirituale della ISKCON. Alla sua vita si collega l’America intera e la sua ambientazione degli anni turbolenti della guerra in Vietnam, nel decennio 1960-1970. Parlando, quindi, di leggi razziali, ingiustizie e Guerra fredda, la figura di Prabhupada diventa lo strumento per giungere alla devozione che salva la vita.

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