La Casa Bianca ha criticato aspramente la Cina per aver imposto le tariffe su una serie di prodotti statunitensi, tra cui carne di maiale e vino. Pechino ha infatti imposto dazi fino al 25 percento su 128 importazioni americane a seguito alla decisione del presidente Donald Trump di ridurre le tasse sulle importazioni di acciaio e alluminio. La Cina ha dichiarato di aver reagito in tal modo per salvaguardare i suoi interessi e per bilanciare le perdite subite a causate dalle nuove tariffe statunitensi.

La lotta dei dazi: di che si tratta?

Gli Stati Uniti hanno di recente fatto due passi molto importanti sulle tariffe. Tali azioni hanno innescato delle tensioni con la Cina, la prima riguardo l’acciaio e l’alluminio e la seconda sulla proprietà intellettuale. Gli Stati Uniti stanno infatti imponendo delle tariffe globali sull’acciaio e l’alluminio per proteggere i produttori statunitensi. Per quanto riguarda le tariffe intellettuali sono state imposte dal governo statunitense a causa del furto di tecnologia attuato dalla Cina. Quest’ultima ha risposto annunciando tariffe di ritorsione per 3 miliardi di dollari sui prodotti statunitensi. Queste tariffe sono entrate in vigore martedì ed hanno preso di mira merci statunitensi come: carne di maiale congelata, noci, frutta secca, frutta fresca, ginseng e vino.

Diminuzione delle azioni americane ed asiatiche

Quando i timori di una guerra commerciale si sono rafforzati, le azioni americane sono diminuite drasticamente così come le azioni asiatiche. A Wall Street, l’indice S & P 500 ha perso il 2,2 percento mentre i Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,9 percento. In Asia, il Nikkei 225 giapponese ha chiuso martedì con un calo dell’1,5 percento. Lo Shanghai Composite ha perso l’1 percento ed l’ Hang Sheng è diminuito del 0,6 percento.

La reazione della Casa Bianca

La Casa Bianca ha reagito con rabbia alla mossa della Cina. La portavoce Lindsay Walters ha dichiarato “Invece di puntare su esportazioni statunitensi piuttosto quotate, la Cina deve fermare le sue pratiche commerciali sleali che stanno danneggiando la sicurezza nazionale statunitense e distorcendo i mercati globali. Le sovvenzioni della Cina sono la causa principale della crisi dell’acciaio.” Il presidente Donald Trump ha descritto la Cina come un “nemico economico“.

Le reazioni dei produttori

Le imprese americane coinvolte nella disputa hanno sollevato allarmismi, osservando che la Cina è un grande mercato di beni, tra cui carne di maiale, semi di soia ed aerei. Secondo il National Pork Producer lo scorso anno, la Cina era il terzo mercato per carne suina statunitense, ricevendo circa 1,1 miliardi di dollari prodotti. Qualsiasi restrizione sui mercati di esportazione non è una buona cosa per i produttori di carne suina statunitense. I produttori hanno ammesso di condividere le preoccupazioni di Donald Trump, ma di non essere d’accordo sul fatto di compromettere le tariffe.