La Francia si è offerta di mediare nel conflitto presente nel nord della Siria, dove la Turchia a gennaio ha avviato un’offensiva militare contro i combattenti curdi. Ankara sta combattendo per cacciare la milizia curda YPG che è vista come un’estensione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). La milizia curda YPG pare affatto che abbia rapporti organizzativi con il PKK che la Turchia definisce un gruppo terroristico.

L’intervento della Francia a favore dei curdi

Il presidente della Francia Macron ha incontrato i membri delle forze democratiche siriane, capeggiate dai curdi tra cui l’YPG. Il presidente ha espresso di sperare che ci sia un dialogo tra la Turchia e le milizie curde. Pare inoltre che Macron abbia reso omaggio ai sacrifici ed al ruolo determinante delle Forze Democratiche Siriane (SDF) nella lotta contro il gruppo dello Stato Islamico o ISIS. La Francia è rimasta piuttosto scossa dagli attacchi terroristici mortali che ha subito negli ultimi anni e che sono stati rivendicati proprio dall’ISIS. Ricordiamoci degli attacchi di Parigi del 2015 in cui sono morte ben 130 persone. Inoltre solo una settimana fa, un membro di questa organizzazione terroristica ha ucciso tre persone nel sud della Francia, tra cui un agente di polizia che è morto dopo aver preso il posto di un ostaggio. Ricordiamoci che sia la Francia sia gli Stati Uniti hanno dato armi e l’addestramento necessario alle milizie per sostenere la battaglia contro l’ISIS. L’SDF è dunque sempre stato un’alleato chiave nella lotta contro il temibile Stato Islamico. Il presidente Francese ha dichiarato di voler sostenere la stabilizzazione della zona di sicurezza nel nord-est della Siria per fermare definitivamente l’ISIS e riacquistare forza. I funzionari curdi hanno risposto che Macron si è impegnato ad inviare più truppe nella zona.

Quanto è pericoloso il conflitto nel nord della Siria?

All’inizio di questo mese, la Turchia ha cacciato i combattenti curdi dalla città di Afrin, nella parte curda della Siria. Gli attivisti hanno riferito che sono stati uccisi 280 civili, anche se Ankara ha negato tutto. Si vocifera inoltre che circa un quarto di milione di civili siano fuggiti dalla città. Da allora la Turchia ha minacciato di attaccare la città i Manbij, controllata dalle Forze Democratiche Siriane e che è stata sottratta all’ISIS nel 2016 con l’aiuto delle truppe statunitensi. Il consiglio di sicurezza turco mercoledì ha emesso un ultimatum, secondo il quale avrebbe agito se i combattenti curdi non se ne fossero andati immediatamente dalla città. Non vi è alcun segno che le truppe americane si siano ritirate da Manbij.