Il linfoma follicolare è il linfoma più diffuso in occidente, circa il 35% dei linfonodi Hodgkin che si sviluppa prevalentemente negli uomini ad un’età di circa 60 anni. Questo linfoma è un tumore maligno che si sviluppa nei globuli bianchi, nel sistema linfatico e nel midollo osseo.

Esso è caratterizzato dalla comparsa di linfociti patologici. Essi si sviluppano partendo dalle cellule che sono presenti nel centro follicolare dei linfonodi e la malattia può svilupparsi secondo quattro stadi (I, II, IIIa, IIIb).

I sintomi principali e più comuni sono: l’ingrossamento dei linfonodi in superficie e in profondità, comparsa di splenomegalia ed epatomegalia (ingrossamento di milza e fegato), accumulo di linfociti patologici in organi. Allarmi di questa patologia sono spesso un notevole calo di peso senza motivo apparente, vampate e sudorazioni di notte, febbre molto alte e per un lungo periodo di tempo ed infine lo svilupparsi di infezioni ricorrenti.

I fattori che portano lo sviluppo di questa malattia non sono ancora molto chiari. I medici riferiscono che cause possono essere da attribuire ai fattori ambientali, come esposizioni ad agenti chimici, farmaci, radiazioni. Ovviamente l’accumulo dei linfociti comporta se nel fegato e nella milza un loro ingrossamento, mentre se si sviluppa nel midollo osseo ne conseguirà una diminuzione delle piastrine e dell’emoglobina.

Il trattamento differisce dal grado della malattia, se il paziente non mostra subito effetti della patologia come ad esempio ingrossamento di milza o fegato il trattamento non viene effettuato subito, ma verranno effettuati controlli periodici in ambulatorio al fine di monitorare la condizione patologica. Se il paziente sviluppa i sintomi si procederà con radioterapia, chemioterapia, farmaci e immunoterapia. Ovviamente le terapie sono influenzate da molti fattori, quali l’età del paziente, la gravità e lo stadio della malattie, se vi sono in atto altre patologie e molto altro ancora che determina la scelta di un trattamento piuttosto che un’altro.