Ormai manca solo l’annuncio ufficiale che verrá dato alle ore 18, ma Luigi Di Maio non è più il capo politico del Movimento 5 Stelle. Una scelta di certo strategica la sua, ma che nasconde anche sicuramente molta amarezza per ciò che poteva essere e in realtà non è stato. La perdita costante di voti del Movimento e le varie vicissitudini interne, senza tralasciare le possibili nuove alleanze, hanno portato Di Maio a lasciare.

Il vertice a palazzo Chigi

Si è svolto questa mattina a palazzo Chigi il vertice che ha voluto Luigi Di Maio, a cui hanno partecipato i membri del Movimento 5 stelle che si trovano al governo. Un vertice atteso già da tempo e che ha come unico scopo decidere il futuro del Movimento 5 stelle. Futuro che non vede piú Di Maio come capo politico di partito.

Una decisione che era già nell’aria da molto tempo e che ha trovato sempre piú conferme man mano che passavano i giorni. Stamattina è avvenuta la riunione a Palazzo Chigi che è stata decisamente molto breve. È iniziata alle 11.45 ed è durata circa un’ora e mezza, segnale inequivocabile del fatto che tutto fosse già deciso da tempo.

Alla riunione con ministri e viceministri seguirà l’annuncio ufficiale che verrà dato al Tempio di Adriano nella serata di oggi. L’appuntamento è fissato per le 18, ora in cui Luigi Di Maio lascerà la guida del Movimento in modo ufficiale e irrevocabile.

I possibili scenari dopo l’abbandono di Luigi Di Maio

Tutti hanno accolto la notizia già preparati e hanno ringraziato il loro capo politico per il lavoro svolto. Non era presente alla riunione nella Sala Verde il Premier Giuseppe Conte che era già al corrente di ciò che sarebbe avvenuto.Ora si apre uno scenario davvero delicato, non solo per il Movimento, ma per tutta la politica italiana.

Di certo questo abbandono era molto atteso, ed era atteso soprattutto in questo momento così cruciale come la settimana prima del voto in Emilia. Un voto che giudicherà più l’operato di governo, che il governatore dell’Emilia Romagna.

I pentastellati sono ormai completamente nel caos e questo è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo. Negli ultimi mesi tra abbandoni, cambiamenti ed espulsioni il caos ha regnato sovrano e ha messo a dura prova una situazione già critica. Situazione che il PD guarda con molta preoccupazione e non sa bene come decifrare.

Questo perchè, evidentemente, tra gli alleati di governo non c’è quella trasparenza e chiarezza reciproca che dovrebbe esserci. Secondo lo statuto, in caso di dimissioni del capo politico, il suo posto verrà preso dal reggente Vito Crimi, il viceministro dell’Interno del governo Conte. Sul futuro del governo e su ciò che succederà non è dato sapere.

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