Che la manovra economica abbia diviso l’opinione pubblica non è un segreto.

La contrapposizione attuale oltre ad essere politica h man mano assunto toni sempre più grotteschi e a tratti quasi divertenti. Ormai sembra che i numeri e i bilanci vengano lasciati da parte per lasciar spazio agli ideali. Salvini e Di Maio nonostante la bocciatura del Def ricevuta senza appello dall’ufficio parlamentare del bilancio, non intendono cambiare strada.

Per loro quello che conta è il parere degli italiani e per riuscire nell’intento di assecondare il paese stanno completamente ignorando il resto. L’ottimismo che pervade la squadra di governo è di certo ottimo per il morsale del paese ma probabilmente per nulla costruttivo. Secondo Salvini la crescita potrebbe essere anche superiore al 2%, ma purtroppo queste sono solo previsioni ottimistiche anche piuttosto prive di fondamento.

Le difficoltà che l’Italia deve affrontare dal punto di vista economico sono moltissime e questa manovra non va di certo a incentivare il miglioramento. L’austerità e l’aumento delle tasse imposto dal governo Monti è di certo stringente ma necessario per un recupero. L’economia è compromessa al punto da dover imporre un regime di austerità per poter ritornare sulla carreggiata e tornare a crescere e a ridurre il debito.

L’idea di voler sollevare gli italiani dalle tasse e contemporaneamente tornare a crescere e a ridurre il debito, oltre che istituire il reddito di cittadinanza, sono di certo manovre a favore del cittadino, ma probabilmente non sostenibili.

La difficile manovra economica

La manovra economica che sta proponendo il governo è basata più sui sentimenti e sulle buone intenzioni che su dati realistici. Proporre un reddito di cittadinanza e un taglio delle tasse, significa dover tagliare il denaro da un’altra parte. Purtroppo a farne le spese saranno i servizi pubblici con il conseguente e progressivo peggioramento di una situazione già di per se compromessa.

Uno dei più grossi problemi dell’Italia sono le tasse che però possono essere ridotte anche e soprattutto recuperando denaro dall’evasione fiscale. In Italia l’evasione fiscale supera i 100 miliardi di euro l’anno. Se questo capitale venisse recuperato dallo Stato, le tasse verrebbero necessariamente abbassate e la crescita ripartirebbe.

La soluzione non è di certo una “pace fiscale” che assomiglia moltissimo ad un condono 2.0. L’evasione va combattuta andando a rastrellare e controllare i conti di tutti coloro che negli anni hanno avuto un comportamento “sospetto”. Non tutti, inoltre, hanno evaso allo stesso modo e quindi anche il recupero deve essere proporzionale all’evasione.

Questa manovra ha moltissimi punti oscuri non risolti e che lasciano perplessi molti italiani e soprattutto l’Europa. Salvini e Di Maio sembrano però rimanere fermamente convinti della stessa e affermano di non volerla cambiare per il bene dei cittadini. Ora bisognerebbe chiedersi se il bene dei cittadini è un bel sogno destinato ad infrangersi o una realtà dura ma necessaria.