Lo sport è di certo una di quelle cose che riesce ad unire le persone in nome di un unico credo.

Lo sport ha il potere straordinario come poche altre cose, forse come nessuna, di creare un’unione davvero straordinaria tra persone anche diversissime tra loro. In quel momento, quando si tifa, quando si soffre, quando si vince e soprattutto quando si perde ci si sente tutti parte di qualcosa. Lo sport ha il potere di rendere tutti partecipi allo stesso modo di qualcosa di straordinario che è davvero difficile spiegare a parole.

Dal canto loro, gli sportivi, sentono moltissimo l’affetto del loro pubblico e il fatto di poter contare con certezza su qualcuno che ti sostiene sempre e comunque è davvero qualcosa di straordinario. Il pubblico e i fan sono davvero sostenitori fedeli che credono fortemente nelle abilità del loro beniamino.

Uno sportivo sa che dopo di lui quelli che lo hanno amato non si dimenticheranno dei suoi successi e delle sue sconfitte e continueranno ad amarlo sempre. Questo avviene anche e soprattutto quando, purtroppo, qualcuno di loro perde la vita in qualche tragico incidente. Soprattutto negli sport motoristici il livello di pericolo è molto alto e talvolta succede che qualche pilota perda la vita.

E’ il caso di Marco Simoncelli, pilota del motomondiale tragicamente scomparso esattamente 7 anni fa, il 23 ottobre del 2011 durante la corsa sulla pista di Sepang in Malesia.

Chi era Marco Simoncelli

Marco Simoncelli è stato uno dei piloti italiani più promettenti del motomondiale che ha vinto il campionato del mondo nel 2008 proprio sulla pista dove ha trovato la sua tragica fine. Prima grande appassionato di moto e fan di Valentino Rossi, fino al debutto in motomondiale dove di Rossi è diventato un caro amico.

Simoncelli ha trovato la morte subito dopo l’inizio di quella tragica gara di Sepang alla sola età di 24 anni. Il tragico incidente in cui è stato coinvolto non ha lasciato fin da subito quasi nessuna speranza.  Nonostante i soccorsi siano stati tempestivi purtroppo per il pilota di Coriano non c’è stato nulla da fare. La notizia del decesso è arrivata da lì a pochi minuti dall’incidente gettando nello sconforto non solo la famiglia ma tutti i fan del pilota emiliano.

La scomparsa

La tragica morte di Marco purtroppo si è aggiunta a quelle di moltissimi altri giovani piloti ma sicuramente è stata molto più sentita. Marco Simoncelli era non solo una promessa ma la conferma di un grande pilota. Un bravo ragazzo che viaggiava con la famiglia e soprattutto con il papà Paolo che lo ha sempre incoraggiato e seguito ovunque.

Il vuoto incolmabile lasciato da Marco nel cuore di tutti ha dato però vita alla Fondazione Marco Simoncelli, associazione non a scopo di lucro a soli scopi umanitari. Il 2 novembre del 2011 il Consiglio di amministrazione ha inoltre deciso di intitolare la pista di Misano Adriatica proprio al pilota scomparso. Nel 2016 il suo numero, il 58, è stato ritirato proprio a imperitura memoria del giovane pilota. Questo proprio come a voler ricordare che lui non potrà mai essere sostituito.

E Marco Simoncelli davvero non verrà sostituito nei cuori dei suoi tifosi che ancora oggi lo celebrano e lo amano. Purtroppo non ci sono molti motivi di consolazione ma se Marco è scomparso 7 anni fa, dal cuore dei tifosi, non scomparirà mai.