Anche la città di Marsala ha deciso chi sarà il suo nuovo sindaco e l’ha fatto con una maggioranza schiacciante. Il centrosinistra esce davvero con le ossa rotte da queste elezioni comunali e il sindaco uscente Alberto Di Girolamo non è stato confermato. Vince il suo oppositore Massimo Grillo e lo fa con circa 10 punti percentuali di differenza. Un cambiamento netto che segna una sconfitta tutta da analizzare.

A Marsala vince Grillo

Il passaggio di consegne non è ancora formalmente avvenuto, ma ormai il sindaco uscente Di Girolamo dovrà lasciare la carica al suo avversario Grillo. Un avversario che non esce solo vittorioso dalle elezioni comunali, ma con una maggioranza schiacciante che non permette alcun diritto di replica.

In consiglio comunale Grillo non avrà praticamente opposizione. Il PD, la Lega e il Movimento 5 stelle non hanno consiglieri comunali e dunque non saranno rappresentati. Senza dubbio un duro colpo all’amministrazione precedente che vede un vero e proprio sgretolamento di fronte alla lista del nuovo primo Cittadino.

Un cambiamento molto radicale rispetto a prima e che segna numeri che davvero fanno pensare a cosa sia andato storto durante gli anni da sindaco di Di Girolamo. La cittadinanza ha votato in massa e con numeri che davvero devono invitare le coalizioni a riflettere. Infatti sono già venuti a galla i primi dissapori tra le varie parti.

Il centrosinistra nel caos

Prima di rimettersi in modo per tornare a far si che i cittadini riacquistino la fiducia, il centrosinistra si trova a dover fronteggiare questa disfatta con un’analisi ben poco edificante. La rincorsa della colpa rimbalza continuamente e il primo a puntare il dito sembra proprio l’ex sindaco Di Girolamo che accusa il PD di non aver fatto abbastanza campagna elettorale.

Nel mirino anche le moltissime scissioni interne alla sinistra che di certo non hanno aiutato il sindaco uscente a contrastare, almeno in parte, il candidato Grillo. Anche se con più di 10 punti di distacco la rimonta era praticamente una missione impossibile. Difficilmente si sarebbe arrivati almeno ad un testa a testa con una differenza così netta e schiacciante.

Anche sul puntare il dito, il partito stesso si divide tra chi accusa gli attuali membri di aver votato altrove e di aver permesso una scissione dei voti e chi, invece, se la prende con chi non ha voluto nemmeno interessarsi al voto, mantenendo però la sua “poltrona” fino alla fine. La situazione non è affatto serena e oltre alla sconfitta c’è molto altro da analizzare.

Il partito va ricostruito e ricostituito, la fiducia riconquistata e soprattutto è necessario ripensare un programma efficace che possa portare nuova linfa ad un centrosinistra in grossissima crisi. Nel frattempo il nuovo sindaco Massimo Grillo ha la strada spianata e può portare il rinnovamento di cui ha parlato in campagna elettorale. Cambiamento che i cittadini hanno votato nella stragrande maggioranza.

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