Che questa legislatura prospettasse una convivenza molto difficile lo si era capito fin da subito. Le due forze in gioco, Lega e Movimento 5 Stelle, hanno basato l’operato di governo su un contratto che potesse rispettare il volere di entrambi su alcune importanti questioni. Durante la legislatura, però, le cose si stanno rivelando più difficoltose del previsto e la situazione tra i due vicepremier è sempre più tesa. Molti sono stati gli ostacoli che si sono frapposti tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio e proprio in queste ore è arrivato l’ultimatum del vicepremier leghista per l’Autonomia delle regioni.

La questione autonomia delle regioni

Questa notte c’è stato il vertice per definire la questione sull’autonomia delle regioni così cara a Matteo Salvini. Il vicepremier della Lega tiene molto a questo decreto per le regioni che vorrebbero più autonomia di gestione del loro patrimonio. In questo modo le regioni riuscirebbero a gestire meglio le problematiche interne sfruttando le risorse nel modo che ritengono più opportuno.

Si vuole accelerare questo processo di autonomizzazione soprattutto per le regioni di Lombardia e Veneto che già sono in ballo da molto tempo con questa spinosa questione. E’ importante poter proseguire negli accordi presi per le infrastrutture, il codice degli appalti e per tutti i cantieri in corso d’opera. Per questo motivo il vertice è stato convocato questa notte, perché la risoluzione deve avvenire nel più breve tempo possibile.

Gli attriti tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Matteo Salvini vuole accelerare un processo a lui molto caro e che fa parte delle sue “promesse elettorali”. L’Autonomia delle regioni, in questo caso del nord e forse successivamente anche del sud, è un punto chiave del programma della Lega. per questo motivo quello che è arrivato dal leader del carroccio è un vero e proprio ultimatum al suo alleato di governo.

Salvini non ha intenzione di far saltare il governo ma di certo questo è uno dei punti centrali per cui sarebbe disposto a bloccare l’esecutivo. Se per Salvini questa questione è centrale lo è di certo meno per Di Maio e il Movimento 5 stelle, da cui l’accelerata sembra non arrivare. Luigi Di Maio ha confermato che non vuole creare un decreto “spacca Italia” e che quindi questo va valutato molto attentamente.

Un altro nodo importante su cui si discute e che sta mettendo a dura prova il governo è di certo la questione TAV. Il partito di Di Maio si trova da sempre contro le grandi opere mentre l’alleato Salvini vorrebbe procedere con la TAV e le altre opere in corso. I temi da valutare sono molti e gli accordi difficili da prendere. Le posizioni sono spesso molto lontane fra loro e arrivare ad un dunque per rispettare il contratto di governo e non far cadere l’esecutivo appare una missione davvero difficile.

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