Sono solo un paio di giorni che il nuovo governo penta-leghista è in carica ma già arrivano le prime dichiarazioni sui propositi futuri.

Il primo a commentare i fatti di queste ore è stato il nuovo Ministro dell’Interno, Matteo Salvini sulla questione immigrati.

Salvini, giunto in Sicilia, ha fatto sapere che il suo governo provvederà al rimpatrio di molti immigrati che, secondo lui, avrebbero colonizzato la Sicilia.

Matteo Salvini si è scagliato contro la situazione attuale con parole molto dure definendo “una pacchia” la situazione dei clandestini in Italia.

Il caso Saviano

Proprio per queste dichiarazioni Salvini è finito nel mirino di Roberto Saviano che ha risposto con un lungo articolo contro le parole del nuovo ministro.

Saviano ha poi pubblicato degli articoli e una foto in cui si riprendono le reali condizioni dei migranti che giungono sulle nostre coste.

La foto ripresa da Saviano è decisamente impattante poiché mostra il corpo di un migrante annegato in mare mentre tentava l’approdo sulle nostre coste.

Saviano attacca Salvini che, per tutta risposta, promette querele a causa di un travisamento delle sue parole.

Salvini, infatti, ha dichiarato di non augurare la morte ai clandestini in arrivo, ma di voler regolamentare gli sbarchi e di impedire che i migranti rubino il lavoro agli italiani.

Gli articoli della polemica

La polemica sta proseguendo a colpi di articoli che svelano quanto la situazione migranti sia disperata soprattutto per coloro che migranti lo sono.

Molti articoli di denuncia di lavoro sottopagato e di una nuova sorta di nuovo schiavismo a cui i migranti sono da sempre sottoposti sta scuotendo l’opinione pubblica.

Le denunce di chi le inchieste le ha fatte realmente raccontano di un sottobosco di loschi affari che utilizzano i migranti come manodopera sottopagata e semi-schiavizzata.

A farla da padrone sono i proprietari di fabbriche italiane che pur di non pagare le tasse e mettere in regola i lavoratori sfruttano la forza lavoro del migrante di turno che ha necessità di un salario, seppur minimo.

Questa è però una vecchia storia.

Non è solo al giorno d’oggi che la questione viene posta poiché, purtroppo, sono molti anni che questa situazione esiste anche se, purtroppo, sembra che non ce ne sia percezione.

L’Europa deve sicuramente prendere posizione e non lasciare sola l’Italia in questa situazione ma, dal canto suo, l’Italia deve capire quale sia la reale emergenza.

E’ giusto che la situazione venga regolamentata e rivista ma da ogni punto di vista.

Prima di sentenziare è necessario gestire la situazione con una cosa essenziale: l’umanità.