A differenza di Torino, a Bologna non c’è un vero e proprio museo egizio, ma vi è un’ala dedicata ai reperti di questa cultura al Museo Civico Archeologico. Ma cosa c’è da vedere? Come ci si arriva? E quali sono i suoi orari e le sue tariffe?

Il museo e le sue sezioni

Il Museo Civico Archeologico di Bologna venne aperto nel 1881, dopo la fusione tra il museo universitario e quello comunale, e raccoglie reperti che risalgono dall’età preistorica a quella romana.

Le aree del museo sono suddivise per:

  • la sezione preistorica, che partono dal Paleolitico inferiore fino all’Età del Bronzo;
  • la sezione etrusca, con reperti rinvenuti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento;
  • l’area che include la collezione italo-etrusca, in cui sono inclusi reperti dell’Italia centrale;
  • l’area che comprende la collezione greca, il cui reperto più importante è la testa di una statua di Atena, copia in marmo di un’altra statua di bronzo di Fidia;
  • la sezione celtica, i cui reperti sono datati dopo il IV secolo a.C, durante l’invasione celtica della zona di Bologna;
  • la sezione romana, che include sia sculture che oggetti di uso comune;
  • la sezione egizia, che può annoverare più di 3500 reperti egiziani, che vanno dall’epoca dell’Antico Regno all’era Tolemaica;
  • il lapidario, area che comprende delle lapidi romane;
  • la sezione con la collezione numismatica, composta da 100,000 esemplari di medaglie, monete e coni;
  • la gipsoteca, sezione in cui si trovano copie in gesso di celebri sculture romane e greche.

I servizi della biblioteca, inoltre, includono una sezione didattica, una biblioteca con sala di lettura, vari archivi, laboratori di restauro e sala conferenze.

La sezione egiziana

L’area espositiva dedicata alla sezione egizia, è una delle più importanti del continente europeo. Come è già stato detto, esso comprende più di 3500 reperti, e la maggior parte dei suoi materiali sono stati raccolti dal pittore Pelagio Pelagi, che alla sua morte furono ceduti al Municipio di Bologna, venti anni prima della fondazione del museo. All’epoca, vennero aggiunti circa cento oggetti, donati dal museo universitario, a cui si andarono ad aggiungere delle acquisizioni e collezioni minori.

Questa sezione è suddivisa, principalmente per:

  • un settore con rilievi della necropoli di Saqqàra, dove si trova la tomba di Horemheb;
  • un settore che mostra aspetti della società faraonica, tramite oggetti che fanno riferimento alla magia, al culto funerario o alla scrittura;
  • un settore in cui sono esposti materiali in ordine cronologico, dalle origini della civiltà egizia all’epoca romana.

Dove si trova, gli orari e le tariffe

Con l’emergenza COVID-19, il museo è stato chiuso, ma dal 20 maggio 2020 è stato riaperto, con le dovute misure precauzionali. Esso si trova in via don Minzoni 14, a Bologna, ed è aperto il lunedì e il mercoledì dalle 10,00 alle 14,00, il giovedì dalle 15,00 alle 19,00, il venerdì dalle 18,00 alle 22,00, il sabato dalle 14,00 alle 20,00 e la domenica dalle 10,00 alle 16,00. Il martedì è chiuso.

La tariffa del biglietto intero è di sei euro, ma ci sono quelli ridotti di tre e due euro, per alcune categorie di visitatori (il cui elenco si può trovare sul sito ufficiale del museo), e quello gratuito, sempre per certe categorie di visitatori e in alcuni casi.

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