Se nella notte tra domenica e lunedì l’intesa sui migranti tra Israele e l’ONU era stata sospesa  ad oggi, Benjamin Netanyahu, annulla definitivamente l’accordo.

L’accordo prevedeva l’invio all’estero da parte del governo israeliano circa sedicimila immigrati provenienti dall’Africa.

Quali sono i motivi dell’annullamento del patto tra Israele e l’ONU

Non è probabilmente il fatto che i governi di alcuni stati europei, come Germania e Italia, avessero dovuto accogliere immigrati irregolari il vero problema.

La questione che ha portato il leader israeliano a fare una marcia indietro sul patto sono le sommosse e il malcontento interno ad Israele.

Le pressioni politiche provenienti dall’interno hanno portato Netanyahu ha rivedere completamente la sua posizione politica e ad annullare il patto con l’ONU.

I problemi sono molteplici.

Da un lato c’è la grande insoddisfazione della fazione religiosa della destra del paese.

Il leader Naftali Bennett non vuole cedere ad una legalizzazione, seppur temporanea, dei migranti dentro ad Israele.

Dall’altra c’è una situazione di emergenza grave dei quartieri più poveri di Tel Aviv che stanno insorgendo per la presenza di migranti irregolari con cui sono costretti a convivere.

Netanyahu e le pressioni interne a Israele

Benjamin Netanyahu si è visto quasi costretto ad annullare il patto per poter prima salvaguardare la situazione interna ad Israele e cercare di arginare le sommosse.

Risolvere i problemi interni al paese è sicuramente prioritario per evitare di creare problemi internazionali ancora più rilevanti.

Certamente questa valutazione andava fatta prima di giungere ad un accordo, il cui annullamento rappresenta un vero e proprio passo falso che il primo ministro israeliano non è solito fare.

Netanyahu ha fatto sapere che in ogni caso il problema immigrazione è pressante e va di certo risolto ma, in un secondo momento.

L’Italia come gli altri paesi europei attende gli sviluppi della faccenda per poter muoversi all’interno di un contesto politico per nulla semplice.