Dopo un mese davvero di fuoco per Mark Zuckerberg la tempesta sembrava essersi in qualche modo placata.

Dopo il ciclone che ha coinvolto il papà di Facebook sulla questione dei dati personali, il tribunale e la pubblica ammenda sembrava che le acque si fossero placati.

Nelle ultime ore però le acque non solo sembrano tornate ad agitarsi ma sembra proprio che si sia scatenata una vera e propria tempesta.

Sono trapelate delle notizie da una delle fonti più autoritarie del mondo, il New York Times, che potrebbero provocare il terremoto definitivo per il colosso Facebook.

Le indiscrezioni del New York Times

Secondo il celebre quotidiano americano Facebook avrebbe ceduto l’accesso ai dati sensibili dei suoi utenti ad una serie di società cinesi di cui una indagata per la sicurezza.

Le società cinesi in questione a cui sarebbero stati ceduti i dati sono quattro di cui una già sotto indagine dalle autorità americane perché ritenuta una minaccia per la sicurezza.

Tra queste società pare esserci Huawei, considerato il più pericoloso delle quattro, dalle autorità americane che l’avrebbero già nel mirino da molto tempo.

Questo presunto accordo tra Facebook e queste società risalirebbe a ben otto anni fa, al 2010 e fino a questo momento il tutto sarebbe stato nascosto all’opinione pubblica.

Le reazioni

Se le indiscrezioni trapelate tramite il New York Times fossero vere la situazione per Zuckerberg diventerebbe davvero grave.

Sarebbe davvero molto difficile questa volta riuscire a trovare una qualche spiegazione in grado di convincere gli utenti del popolare social network a rimanere.

Notizia ancora peggiore sarebbe quella che ritiene una di queste case cinesi davvero molto pericolosa per la protezione dei dati.

Se davvero l’intelligence americana è preoccupata è probabile che moltissimi dati sensibili possano essere utilizzati illecitamente.

L’accettazione delle norme sulla privacy che stanno intasando le nostre mail sarebbero, a questo punto, solamente la punta dell’iceberg.

Il problema potrebbe essere molto più grave e profondo di così e questa volta non basterebbe di certo una mail con il cambio di privacy.

Zuckerberg dal canto suo non ha ancora proferito parola e non ha inviato alcun comunicato anche se, certamente, la situazione si sta complicando.

Tutto il mondo è in attesa di un suo riscontro per poter sapere quale sia la realtà dei fatti.

Il New York Times per primo è in attesa di un riscontro che teme essere negativo.

Le autorità americane restano in attesa di dichiarazioni e dati certi per poter far crollare definitivamente l’impero Facebook e il suo ideatore.