Ieri, 8 febbraio 2018, il Parlamento Europeo ha chiesto alla Commissione Europea di valutare approfonditamente la richiesta di rivedere la direttiva europea del 2000 a proposito dell’ora legale e se utile “presentare una proposta”. Il 2018 non vedrà nessun cambiamento in merito e i giorni dell’ora legale saranno il 25 marzo e il 28 ottobre.

Questa richiesta del Parlamento è conseguita alla proposta di molti deputati del nord, centro ed est Europa di eliminare la legge del 2000 poiché sono stati anche condotti studi che dimostrano che tale norma può nuocere alla salute. I deputati hanno chiesto di lasciare ad ogni paese la libera scelta di attuare o meno la norma dell’ora legale. Essi hanno fornito la loro disapprovazione a proposito dell’ora legale, chiedendo quindi di mantenere solo quella solare. In un intervista per il Corriere della Sera, Luigi Fierini-Strambi, professore di neurologia, afferma che la scelta è per lo più di tipo economico piuttosto che per la salute, ma nonostante ciò sottolinea che il giorno successivo al cambio dell’ora negli individui aumenta l’ormone cortisolo e la pressione sanguigna, inoltre si verificano maggiori casi di infarto. Quanto riferisce il professore gli effetti di tale norma durano un massimo di 5 giorni e sono più visibili tra bambini e anziani. In effetti in ambito economico vi sarebbero dei risparmi, si parla di 100 milioni di euro risparmiati ogni anno dovuto allo 0.2 % in meno di consumo elettrico. Gli ambientalisti però sottolineano come invece l’ora legale contribuisca ad apportare vantaggi non indifferenti. Come riportano alcuni studi della società Terna, che si occupa della rete elettrica nazionale, l’Italia ha emesso 320 mila tonnellate di anidride carbonica durante al 2017 grazie all’ora legale. Nonostante ciò esperti chiariscono che per diminuire l’inquinamento  ci sarebbero strumenti e comportamenti più efficaci da mettere in atto. Ironicamente a riguardo Simone Molteni, esperto di LifeGate, si chiede se forse il Parlamento dovrebbe occuparsi appunto di questi comportamenti ambientali, piuttosto che dell’ora legale. Per dare una risposta a questa questione bisogna tener bene presente che i tempi sono però cambiati, anni fa i risparmi elettrici sarebbero stati notevoli, ma oggi giorno con l’utilizzo dei condizionatori essi diminuiscono sempre più. Non ci rimane che aspettare l’eventuale resoconto della commissione.