Dal 4 marzo a questa parte non ci sono di certo state giornate tranquille o di stallo in cui qualcuno non si sia interrogato sul futuro del governo italiano.

Oggi, però, è sicuramente una giornata decisiva perché il mandato esplorativo che il Presidente Mattarella aveva dato a Fico deve giungere ad un dunque.

Questo dunque verrà stabilito dal PD che si riunirà per decidere definitivamente il da farsi.

La divisione del PD

Come già preannunciato nei giorni scorsi tramite le varie indiscrezioni,  il PD è completamente diviso sulla possibile alleanza con i 5 stelle.

Se da un lato il nuovo segretario Martina non vuole completamente chiudere al dialogo, dall’altro l’Highlander Renzi non cede.

Nonostante Matteo Renzi non abbia più, di fatto, nessun titolo in merito essendosi dimesso, ha ancora molto potere.

Matteo Renzi ha credito sia tra i suoi seguaci che tra coloro che, nonostante non siano suoi fervidi sostenitori, non abbiano digerito il comportamento dei 5 Stelle.

Martina si è trovato con le mani decisamente legate nonostante l’incarico affidatogli e proprio nella giornata di oggi chiederà di votare la fiducia nei suoi confronti.

I risultati delle votazioni interne sembrano essere abbastanza scontati, poiché la fazione renziana non intende cedere in nessun modo, fosse anche solo per principio.

Nonostante il comportamento di chiusura di Renzi, c’è anche da chiedersi per quale motivo in ogni situazione governativa degli ultimi anni sia sempre stato tirato in causa il PD, comunque andasse.

L’assunzione di responsabilità per una vittoria o un fallimento deve valere per tutti.

Non si può certo imputare al PD di non essere riuscito anni addietro a formare un governo, proprio con i 5 stelle, per mancanza di responsabilità.

Come non lo si può tacciare ora dello stesso crimine se vuole rispettare il voto dei cittadini che, comunque, lo vedono all’opposizione.

Che l’Italia debba avere un governo e che si debba lavorare nel modo più serio e concreto possibile è un dato assodato.

Quello che però non si può e non si deve fare, è sempre incolpare qualcun altro dei propri errori.

I possibili scenari

Le soluzioni rimanenti sono davvero poche.

Il Presidente Mattarella ha iniziato un ultimo giro di consultazioni per poi decidere il da farsi.

Le ipotesi di un incarico a Salvini non sono remote ma improbabili.

Un’altra opzione è affidare l’incarico a Giancarlo Giorgetti per creare un governo delle larghe intese tra PD e centrodestra, difficile come opzione ma non impossibile.

Come ultima speranza rimane l’accettazione di un esecutivo guidato da uno dei Presidenti di Camera o Senato.

Questa sarebbe ovviamente una soluzione temporanea per approvare le leggi più stringenti e iniziare ad intravedere la data per un nuovo voto all’orizzonte.