Dopo tanti falsi allarmi, questo sembra essere davvero il giorno decisivo per il nostro governo. Oggi ci sarà l’esito del voto che avviene in queste ore sulla piattaforma Rousseau da parte degli iscritti del Movimento 5 stelle e che avrà un ruolo determinante per la formazione del governo giallorosso. Governo che potrebbe, in caso di esito positivo, già essere definito nella giornata di domani.

Il voto sulla piattaforma Rousseau

C’è chi la chiama democrazia e chi strategia politica. Certo è che rimandare la formazione del governo dopo giorni e giorni di dibattiti e consultazioni per attendere il voto su una piattaforma online, è davvero curioso. E’ soprattutto curioso il fatto che si invochi la democrazia e il ruolo attivo dei cittadini non andando direttamente alle urne ma dando, di fatto, solo la possibilità a coloro che sono iscritti alla piattaforma di esprimere il proprio giudizio.

Interpellare solo una parte del Movimento 5 stelle, quello iscritto alla piattaforma, dopo giorni di consultazioni e un accordo che potrebbe nascere, è una mossa di certo molto intelligente per lasciare l’illusione del libero arbitrio. Libero arbitrio che, al momento, non viene completamente espresso. Nonostante le parole di Luigi Di Maio arrivate nella serata di ieri in seguito a quelle di Giuseppe Conte. Parole a cui poi si sono aggiunte anche quelle di Zingaretti.

Le posizioni di Di Maio e Conte

Proprio nella serata di ieri si sono espressi con messaggi a pochi minuti di distanza l’ex vicepremier Luigi Di Maio e l’ex Premier Giuseppe Conte. In entrambi i discorsi si è sottolineato come sia importante per il paese avere un governo. Questo, ovviamente, in prospettiva di un voto da cui ci si aspetta dunque un esito positivo.

Di Maio sottolinea come l’elettore sia sempre al centro per il Movimento 5 stelle, ma al contempo dice chiaramente che i problemi con il Partito Democratico sembrano essere in parte sciolti, soprattutto per quanto riguarda la sua carica. Il vero nodo, infatti, era questo. La sua carica  come vicepremier che dunque viene meno. Un modo per far capire agli elettori che il voto più saggio è quello volto a dare l’ok al governo giallorosso.

Ridimensionando il ruolo di Di Maio è dunque molto più semplice trovare accordi anche sul il resto. Anche e soprattutto perchè si è più disposti al dialogo, dal momento che ci si trova sullo stesso piano. Dialogo che sembra aver raggiunto un buon punto dal punto di vista economico, ma forse non ancora per quanto riguarda la questione migranti.

Il Partito Democratico non è d’accordo con il decreto sicurezza che il Movimento 5 stelle aveva approvato insieme alla Lega e vorrebbe rivedere dei punti. Quali e quanti siano non è dato sapere, ma le posizioni sono piuttosto differenti. Proprio in queste ore, infatti, si sono nuovamente riuniti i due schieramenti per trovare una soluzione. Soluzione su cui però c’è la spada di Damocle del voto sulla piattaforma Rousseau.

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