Quando si parla di compositori famosi ci si riferisce quasi sempre ai compositori di musica classica settecenteschi e ottocenteschi come Mozart, Beethoven o gli italiani Rossini e Puccini. In realtà, però, i compositori sono moltissimi e soprattutto molti sono quelli dalle grandi doti ma magari meno conosciuti. Talvolta le loro opere li precedono per fama e solo in un secondo momento si scopre il nome del compositore. E’ il caso, ad esempio, della celebre Trilogia romana, poema sinfonico di Respighi.

Chi era Ottorino Respighi

Ottorino Respighi era fondamentalmente un accademico italiano vissuto tra il 1879 e il 1936 nato a Bologna. Nonostante fosse un accademico molto importante è conosciuto per essere anche e soprattutto stato un grande compositore, direttore d’orchestra e musicologo del nostro paese. Appartenne al gruppo di musicisti denominata “generazione dell’Ottanta”.

Insieme a Franco Alfano, Gian Francesco Malipiero, Ildebrando pizzetti e Alfredo Casella, diede vita a questo gruppo di musicisti che portarono un grandissimo rinnovamento nella musica sinfonica italiana. Nonostante alcuni non sappiano forse chi sia, Ottorino Respighi, è secondo come importanza come compositore italiano solo a Vivaldi.

Di certo i meno appassionati del genere conosceranno quasi esclusivamente Vivaldi per le sue armonie “Le Quattro stagioni”, ma moltissime sono le altre sinfonie composte e soprattutto Vivaldi non era affatto l’unico fuoriclasse in Italia. Respighi compose alcune opere molto famose ma di certo una più delle altre. Nonostante fosse Bologna ad aver dato lui i natali, la sua città “magica” è stata Roma. E’ Roma ad averlo ispirato i suoi più celebri poemi sinfonici. Di certo il più celebre poema sinfonico di Respighi è la cosiddetta “Trilogia Romana”

Il più celebre poema sinfonico di Respighi

Questa “Trilogia” è un insieme di tre poemi sinfonici distinti tra di loro ma che hanno come tema principale sempre la città di Roma. I tre poemi sono rispettivamente “Le fontane di Roma” composto nel 1916, “I pini di Roma” del 1924 e “Feste romane” del 1928. Questa trilogia è la massima espressione della bravura di Respighi che qui, da compositore ormai maturo, mostra tutte le sue doti.

Questi poemi mettono in risalto il suo stile molto particolare e personale che si compone principalmente di un piano di fondo modale su cui si snodano le varie armonie. Le armonie dei primi anni del Novecento italiano sono armonie cromatiche che richiamano a grandi compositori come Stravinskij, Strauss e Debussy.

Respighi è un maestro nel passare da un’armonia all’altra in modo semplice e fluido, come se la musica stessa danzasse sullo spartito. La Trilogia Romana rende di certo giustizia alla bravura di Ottolino Respighi che qui da indubbia prova di meritarsi forse più del successo che ha avuto. Probabilmente tutti sanno riconoscere le sue arie senza saper associare il nome, che però vale la pena riconoscere e ricordare.

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