E’ decisamente curioso notare come in questi ultimi giorni arrivino notizie decisamente contrastanti, o apparentemente contrastanti, riguardo alle poste Italiane. E’ notizia di questa settimana il licenziamento di circa 8000 impiegati delle poste con contratto a tempo determinato, decisione che pare non avere una revoca. Nei prossimi giorni molti saranno gli aspetti non chiari di questa vicenda da chiarire e a farlo saranno in prima linea i sindacati.

La situazione di disagio creata in modo davvero repentino e senza alcun preavviso concreto ha gettato nello scompiglio non solo i lavoratori ma anche le Poste stesse. Fare a meno di 8000 operatori in tutta Italia significa rischiare di mandare letteralmente i tilt tutto il sistema gestionale. Le poste Italiane già non godono di buona fama per problemi interni di recapito e gestione e questo ennesimo passo falso potrebbe compromettere ulteriormente l’immagine.

Tuttavia, assolutamente in contrasto con questo, arriva la notizia del bilancio delle Poste Italiane nella prima metà del 2018 che getta benzina sul fuoco.

Il bilancio delle poste italiane

Per chi pensasse che i licenziamenti fossero derivati da difficoltà economiche interne si sbagliava. Secondo i dati divulgati, infatti, nei primi sei mesi del 2018 poste Italiane ha avuto un rialzo dell’utile del 44%. L’utile in questi sei mesi ha toccato i 735 milioni di euro con un grandissimo incremento rispetto all’anno precedente.

I ricavi totali sono stati circa 2.5 miliardi nel secondo trimestre del 2018 e addirittura hanno superato i 5 miliardi nel semestre completo de quest’anno. Quello che è diminuito è il costo operativo, di circa il 6% rispetto allo scorso anno. I target sono stati ampiamente rispettati dal gruppo che sembra navigare in buone acque.

Quello che davvero fa la differenza sono i conti aperti in posta a cui moltissimi risparmiatori hanno deciso di dar fiducia e che hanno progressivamente scelto. In questo modo la posta ha avuto utili a sufficienza per fornire il servizio di consegna che ha sempre gestito e che però, a conti fatti, non è il reale introito.

Sicuramente è molto strano pensare che la posta, in se stessa, non guadagni da questo servizio, ma è pur vero che la concorrenza è moltissima e spesso ben più attrezzata. Sicuramente con il licenziamento di questi 8000 operatori il sistema di consegne ne risentirà e sarà davvero necessario trovare una soluzione. Il vertice è previsto a giorni e si spera possa concludersi nel migliore dei modi per tutti, in primis per i lavoratori coinvolti che si trovano senza lavoro.