I Freelancer che iniziano a svolgere lavoretti occasionali e sporadici e coloro che iniziano a guadagnare da casa ricorrono al contratto di prestazione occasionale.

Ma, con l’aumento del giro d’affari e dei lavori assegnati dai committenti, è possibile che il limite di 5.000 euro venga superato. Cosa fare in questi casi?

Vediamo in questa guida cos’è il contratto di prestazione occasionale, quali sono i requisiti e cosa fare nel caso in cui si superino i 5.000 euro.

Contratto di prestazione occasionale: cos’è e come funziona

Prima di rispondere al quesito centrale, è bene comprendere quali siano i requisiti necessari per stipulare un contratto di prestazione occasionale.

Ad oggi, l’inquadramento legislativo del lavoro autonomo occasionale è riconducibile al contratto d’opera disciplinato dall’articolo 2222 del Codice Civile.

Si tratta di una forma di regolamentazione del lavoro che viene prestato senza vincolo di subordinazione, di orari e di luogo di lavoro.

Pertanto, un freelancer può decidere di avviarsi al lavoro autonomo ed iniziare a svolgere una professione senza particolari adempimenti, nel rispetto del limite di 5.000 euro.

Qualora i compensi da prestazione occasionale superano i 5.000 euro nel corso dell’anno, è necessario procedere con l’iscrizione alla Gestione separata INPS e al versamento dei contributi.

Qualora ci si accorga che i compensi percepiti superino la soglia di esenzione, è necessario comunicarlo al committente.

Sui compensi per prestazione occasionale che superano i 5.000 euro, l’obbligo contributivo spetta:

  • per 2/3 sul committente,
  • per 1/3 sul prestatore (tramite ritenuta sul compenso applicata dal datore di lavoro).

Per la normativa vigente i primi 5.000 euro percepiti dal freelancer rappresentano una soglia di esenzione.

Nel caso di superamento, i contributi dovranno essere versati sulla quota eccedente: ad esempio, nel caso di compensi percepiti per prestazioni occasionali pari ad 9.000 euro, l’obbligo contributivo riguarda solo i 4.000 che eccedono i 5.000 euro.

C’è obbligo di apertura Partita IVA? Con il superamento del limite di 5.000 euro subito scatta il panico ed il dubbio di dover essere obbligati ad aprire Partita IVA.

In effetti, nonostante le “dicerie” popolari, non si è obbligati ad aprire Partita IVA, anche se sarebbe opportuno valutare il regime forfettario, che prevede un’imposta sostitutiva pari al 15% in luogo del 20% prevista per la prestazione occasionale.

L’apertura della Partita Iva diventerebbe necessaria nel caso in cui l’attività del Freelancer fosse svolta in maniera abituale e continuativa.

Gestione Separata: obbligo contributivo per i lavoratori occasionali

Come chiarito nel caso di superamento del limite di 5.000 euro, l’aliquota per il calcolo dei contributi dovuti alla Gestione separata è pari al 33% per il 2018.

I contributi devono essere versati dal committente entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento dei compensi tramite il Modello F24 e utilizzando i codici in uso per le collaborazioni occasionali.

Si ricorda che i contributi sono dovuti esclusivamente sulla quota di reddito eccedente i €. 5.000.

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