Quando si parla di Venerdì santo, si fa riferimento al venerdì che precede la Pasqua, e in questo giorno si commemorano la passione e crocifissione di Cristo. Ma come si svolge la processione?

Cosa si celebra

La liturgia del Venerdì Santo, per commemorare la passione di Gesù e la sua crocifissione, si suddivide in tre parti: la liturgia della Parola, che comprende una preghiera universale e varie letture, l‘adorazione della Santa Croce e la comunione con i presantificati, che ha origine bizantine, che consiste nel benedire il pane e il vino perché siano pronti a diventare il corpo e il sangue di Cristo. Durante questa liturgia, non si consuma l’eucarestia.

Tradizionalmente, in questo giorno i fedeli dovrebbero astenersi dal mangiare carne o addirittura a digiunare. In ogni parrocchia, dopo la messa, si effettua la Via Crucis, portando in processione una statua del Cristo morto e una Vergine addolorata, che passano per varie stazioni. Possono essere portate anche delle rappresentazioni dei misteri. Il papa, dopo la Via Crucis, celebra infine un ultimo rito al Colosseo, dopo questa processione. Durante queste processione, è prevista anche l’indulgenza plenaria, per chi prega nelle stazioni della Via Crucis.

Durante il venerdì santo, le campane suonano in segno di lutto, ma ciò può cambiare a seconda delle tradizioni dei vari riti cattolici. In quello romano, ad esempio, le campane suonano nella sera del giovedì santo, con il canto del Gloria, mentre nel rito ambrosiano le campane suonano alle tre del pomeriggio del Venerdì santo, e poi smettono fino alla veglia pasquale.

Nella chiesa protestante, invece, il Venerdì santo è un momento di preghiera, e non ci sono processioni come quella cattolica, e si invitano i fedeli a partecipare alla messa della domenica di Pasqua.

Le processioni

Nella tradizione popolare italiana, le processioni possono presentare elementi diversi. In Abruzzo, ad esempio, vengono svolte la Processione del Cristo Morto, a Chieti, nella quale si accendono fiamme e si intona il miserere di Saverio Selecchy, al tramonto, la Processione della Settimana Santa di Teramo, quella di Sulmona e la Processione di Incappucciati di Lanciano, organizzato storicamente dall’Arciconfraternita Morte e Orazione. In alcune processioni, sono proprio degli attori a percorrere le stazioni della Via Crucis, come ad Ulm (Germania) e a Campi Bisenzio.

La più suggestiva, in assoluto, è sicuramente quella del Pontefice. Dopo la celebrazione liturgica, il papa porta la croce fino al Colosseo, e lì benedice i fedeli e le palme. Le stazioni della Via Crucis sono, tradizionalmente, quattordici, e partono dalla condanna a morte di Gesù fino a quando il corpo non viene deposto nel sepolcro. Tuttavia, in alcuni casi, le stazioni della Via Crucis terminano anche con una quindicesima stazione, ovvero la resurrezione di Cristo.

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