In questi giorni l’Italia non è solo alle prese con la formazione del nuovo governo ma anche e soprattutto con le conseguenze di un processo definito davvero epocale.

La condanna di primo grado che ha condannato tutti i partecipanti al processo per le trattative Stato-Mafia è arrivata.

Il breve intervento del giudice Montalto ha colpito al cuore questo stato che per la prima volta si trova davanti ad una malattia non presunta ma reale.

La cupola sta crollando

Questa svolta epocale è stata decisa da una sentenza che a molti è parsa ovvia ma irrealizzabile ma che, invece, è arrivata come un fulmine a ciel sereno per tutti.

Che lo Stato avesse qualche rapporto mafioso era purtroppo risaputo ma, fino a questo momento, a popolare le accuse erano stati solo poco più che spettri.

Con la definitiva condanna enunciata dal giudice Alfredo Montalto non è più possibile nascondersi dietro a nulla e bisogna guardare in faccia alla realtà.

Una realtà che mostra impietosa uno stato realmente colluso e in stretti rapporti con la mafia.

Quelle posate sono solo le prime pietre di una lunga serie che adesso dovrà man mano emergere.

Sono dei veri e propri macigni per il cuore pulsante di un’Italia ancora troppo Bella Addormentata per capire quali saranno le reali conseguenze.

Le trattative Stato-Mafia

Dopo la sentenza qualcuno è rimasto fisso sulle posizioni di accusato o accusatore e fisso sulle sue idee.

Qualcuno che fino a questo momento non aveva ancora realizzato la portata degli eventi, invece, ha iniziato ad aprire davvero gli occhi.

La condanna sancisce in modo inequivocabile per tutti che le trattative Stato-Mafia ci sono sempre state e che ci sono ancora.

Questo è davvero il primo pezzo di un puzzle ancora da completare e che non fonda le sue radici in tempi recenti ma molto molto lontani.

Quei Falcone e Borsellino, Rocco Chinnici e tutti i magistrati che hanno perso la vita combattendo il Male Oscuro erano rappresentanti di uno stato.

Ora è certo che è questo stesso Stato che per primo ha contribuito ad eliminarli.

Da questo processo escono tutti con le ossa rotte ma soprattutto l’Italia.

L’Italia e gli italiani devono, di certo, diventare più consapevoli e iniziare a combattere il vero nemico, che non arriva da fuori, ma da dentro.

 

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