Con la parola “psicopompo” ci si riferisce ad una figura che nella mitologia greca era rappresentato dal Dio “Ermete psicopompo”. Questa divinità mitologica aveva il compito importantissimo di accompagnare le anime dei defunti nel Regno dell’aldilà. Questo è da sempre un compito importantissimo per tutte le civiltà, anche se nei scoli lo psicopompo ha assunto le forme e le tipologie più diverse.

Significato della parola psicopompo

La parola “psicopompo” è composta da due differenti parole, “psyche” che significa “anima” e “pompos” ovvero “colui che manda“. Il significato per cui è “colui che manda le anime”, ovvero che trasporta le anime da un regno all’altro. Lo psicopompo era un personaggio davvero molto importante poiché sappiamo che nella mitologia e nell’immaginario antico e in caso in particolar modo Greco, la vita nell’aldilà rappresentava davvero un momento di transizione fondamentale che doveva essere fatto con tutti i crismi del caso.

In tutte le religioni il regno dell’aldilà è il vero fine ultimo dell’esistenza che quindi guarda alla vita eterna ed è visto come il vero è reale scopo dell’anima. È però importante che questo aldilà venga raggiunto nel migliore dei modi e soprattutto che l’anima possa effettivamente raggiungerlo. Per far ciò l’anima necessita di un tramite affinché possa raggiungere il luogo “superiore” e per non rimanere in un limbo eterno.

Era quindi importantissimo che ci fosse qualcuno in grado di indicare la via all’anima e traghettarla nel mondo oltre a questo terreno. Questo compito era proprio il compito dello psicopompo e in particolare del dio Ermes o Ermete.

Nonostante la parola psicopompo sia una parola di derivazione greca e nella mitologia lo psicopompo sia sicuramente una figura dell’immaginario greco, in realtà è stata ripresa in tutta la storia della letteratura, delle leggende e della sacralità mondiale.


Lo psicopompo nella letteratura

Un esempio di psicopompo che tutti senza dubbio conoscono non è nient’altro che Caronte, il traghettatore di anime che si trova nell’inferno di Dante Alighieri. Caronte infatti è investito di questo importantissimo compito nel traghettare le anime nell’aldilà, affinché raggiungano questa nuova dimensione. La differenza qua è data dal fatto che lo psicopompo è un traghettatore di anime nell’aldilà, mentre Caronte lo è solamente delle anime che vanno verso l’inferno.

Questa distinzione è molto importante poiché l’inferno esiste nella religione cristiana, mentre si parla di Inferi nel caso di religioni e popolazioni più arcaiche, come ad esempio quella greca. Gli Inferi erano il regno di Ade si cercava di non raggiungere mai, perché si sperava che la propria anima non finisse negli inferi.

Lo psicopompo esisteva anche nella sacralità egizia ed era incarnato nel dio Anubi. Anubi aveva proprio il compito di accompagnare nell’oltretomba l’anima del defunto. Prima ancora che questo avvenisse, nella sacralità egizia, doveva avvenire il rituale della pesatura dell’anima o meglio la pesatura del cuore del defunto. Esso veniva posto su una bilancia e doveva pesare meno rispetto alla piuma posta sull’altro piatto. La piuma rappresenta la dea Maat. Se il cuore risultava essere più pesante e quindi colmo di peccati rispetto a questa piuma, allora Anubi, aveva il compito di traghettare il defunto negli inferi.

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