L’imam è la guida di una comunità islamica e dirige la preghiera, ma che cosa fanno, di preciso, questi religiosi? Come ci si diventa? Per saperne di più si può continuare a leggere questa pagina.

Chi è l’imam

Letteralmente, la parola “imam” in arabo significa “colui che sta davanti“, ed ha una posizione di rispetto nella comunità islamica, in quanto indirizza gli altri nella preghiera, e secondo la tradizione i primi dodici imam erano i discendenti di Ali, il genero del Profeta Maometto. Nei Paesi come la Turchia o quelli dei Balcani, è il Ministero degli affari religiosi a nominare gli imam, ma non c’è una vera e propria organizzazione o un clero in cui si decidono gli imam da nominare.

Per diventare imam, è necessario compiere degli studi religiosi specifici ed avere una buona conoscenza sia del Corano che della fiqh, la giurisprudenza islamica, nonché saper recitare i sermoni del venerdì e delle altre feste. E’ bene anche che l’imam sia in buone condizioni di salute. A seconda del paese e della comunità, tuttavia, l’imam può diventare una vera e propria guida spirituale, come i sacerdoti o i rabbini.

Quando sui giornali o in televisione vengono nominati l’imam di Milano o di Firenze, bisogna tenere presente che queste denominazioni sono delle semplificazioni giornalistiche.

Cosa si dice sugli imam

Degli imam o della figura dell’imam, si possono trovare diverse citazioni, come nei testi di Oriana Fallaci, che ha intervistato l’imam Khomeini, nel 1979, a cui ha posto delle domande scomode e spinose. In seguito, la giornalista ha scritto così: “soprattutto non credo alla frode dell’Islam Moderato. Come protesto nel libro Oriana Fallaci intervista sé stessa e ne L’Apocalisse, quale Islam Moderato?!? Quello dei mendaci imam che ogni tanto condannano per eccidio ma subito dopo aggiungono una litania di «ma», «però», «nondimeno»?”

Si possono, poi, citare altri aforismi sugli imam, come:

  • “Gli Imam devono andare nelle moschee per insegnare la religione, non la politica”, frase della regina iraniana Farah Pahlavi;
  • “Ho fondato con un imam e un pastore protestante la piattaforma interreligiosa per la pace, con un unico scopo: dire chiaramente a una voce che questa è una crisi militare e politica, non religiosa. Non è stato un imam a dire ai musulmani di uccidere i cristiani. Non è stato un prete a dire ai cristiani di uccidere i musulmani. Mettendoci insieme abbiamo salvato molte vite umane”, del cardinale centrafricano Dieudonné Nzapalainga;
  • “Non penso che la comunità islamica sia in alcun modo passiva, e come suo membro sono soddisfatto delle sue posizioni. Gli Imam sono rimasti con il loro popolo nei momenti più duri”, di Alija Izetbegović, attivista, avvocato e filosofo bosniaco.
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