Quella che si sta abbattendo sul Salone del Libro di Torino è una vera e propria tempesta. La notizia che anche l’editore Altaforte di Casapound sarà al Salone e avrà il suo libero spazio non è piaciuto a moltissimi dei partecipanti. Tra i primi a defezionare Wu Ming e Carlo Ginzburg che hanno deciso di non condividere lo stesso spazio in cui ci sarà anche Altaforte. Se questo, nei primi giorni, sembrava un problema importante ma non centrale, a due soli giorni dall’inizio si sta trasformando in una marea che rischia di travolgere il Salone e l’organizzazione poiché sempre di più sono gli autori che decidono di non partecipare. Ultimi in linea di tempo Zerocalcare ma anche e soprattutto il museo di Auschwitz.

Casapound al Salone del Libro di Torino

Non è un segreto che la casa editrice Altaforte vicina all’ultradestra di Casapound abbia sollevato non poche polemiche. La scelta degli organizzatori di concedere uno spazio anche alla casa editrice di destra, nonché del libro del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha suscitato polemiche e sdegno tra moltissimi.

Se il politically correct non vuole che si chiamino “fascisti” coloro che sostengono la fazione di ultradestra italian, a chiarire le cose arriva proprio l’editore polacchi. E’ lui stesso ad affermare ciò ” Sono un militante di Casapound, anzi il coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista si. Lo dico senza problemi”.

Queste sono le parole del diretto interessato che spiega esattamente quale sia la sua situazione politica e che non ha problemi a dirlo. Di certo tra pensare che la situazione sia così e avere una dichiarazione la questione è differente. L’aperta dichiarazione di essere fascista sta suscitando moltissime polemiche e defezioni ma a ragion veduta.

La democrazia di certo ha il dovere di difendere le idee di tutti i cittadini e ognuno può esprimere la propria opinione e avere il proprio pensiero. La situazione, però, cambia quando quella espressa non è più un’opinione, ma un crimine. Affermare di essere fascista è molto pericoloso poiché il fascismo è un crimine che lo Stato italiano ha riconosciuto come tale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il fascismo è una delle più grandi tragedie della storia che ha portato alla morte moltissime persone e che ha provocato una guerra civile. Lo scontro tra fascisti e partigiani ha messo in ginocchio l’Italia e ucciso migliaia di persone. Il fascismo non è un’opinione è un crimine contro l’umanità e come tale non può essere accettato ne ora ne mai. Non è una scelta o un’opinione di chi non appartiene alla destra, ma una legge dello Stato Italiano che, come tutte le altre, deve essere rispettata.

E’ proprio in nome di questa legge che alcuni autori hanno deciso di passare ai fatti prendendo le distanze e non partecipando alla kermesse torinese.

Wu Ming, Ginzburg, Zerocalcare e l’antifascismo

Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg sono tra i primi che hanno deciso di abbandonare la kermesse torinese perché non d’accordo sulla partecipazione di Altaforte. L’idea di condividere lo spazio, seppur enorme, con persone ideologicamente agli antipodi non è cosa per loro. La convivenza sarebbe inaccettabile e soprattutto impossibile.

A loro si è aggiunto anche il fumettista romano di Rebibbia Zerocalcare, da sempre presenza fondamentale al Salone del Libro di Torino. Zerocalcare non è solo dichiaratamente antifascista ma ha sempre partecipato e sostenuto tutte le manifestazioni contro il fascismo anche e soprattutto disegnando le locandine e partecipando ad eventi di questo tipo.

Il fumettista romano avrebbe dovuto partecipare per tutto il weekend anche per partecipare ad un evento proprio dedicato ala Bao Publishing, la sua casa editrice e quella di molti altri autori come Leo Ortolani. Tuttavia tramite un comunicato al suo editore ha deciso di non partecipare proprio perché non vuole normalizzare il fatto di lasciare uno spazio ad una casa editrice di ultradestra e dichiaratamente fascista.

Non si possono chiudere gli occhi di fronte al fatto che mentre da un lato moltissime saranno le rassegne e gli eventi come sempre dedicati alla memoria e a quella pagina nera della nostra storia con tristezza, orrore e rammarico, dall’altro ci sarà chi, invece, sostiene ancora pienamente quelle idee. O almeno è convinto di sostenerle.

La libertà del pensiero è antifascista

Il punto, infatti, è proprio questo. Chi sostiene queste idee dichiarandosi dichiaratamente “fascista” non si rende conto di poterlo fare proprio grazie al fatto che il fascismo è stato sconfitto. Sotto il regime fascista non si potevano esprimere liberamente le proprie opinioni da nessun punto di vista. E’ proprio perché il fascismo è stato sconfitto che noi oggi possiamo esprimere le nostre idee liberamente.

Chi si dichiara fascista, probabilmente, non ha letto abbastanza libri di storia o non è stato in grado di interpretarli nel modo corretto. Ognuno ha le sue idee ed è giusto che sia così. Ma dichiararsi fascista significa, di fatto, per la legge italiana, commettere un crimine. Bisognerebbe davvero pensare a cosa è stato davvero il Fascismo e cosa volesse dire vivere sotto un regime fascista. Forse si riscoprirebbe quanto il fascismo abbia danneggiato il nostro paese.

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