Sulla questione migranti, in questo ultimo mese, è già stato detto tutto e il contrario di tutto.
Che si sia a favore della scelta del Ministro dell’Interno Salvini o contro poco importa, il tema è stato centrale e lo è ancora.
Sicuramente il tema è centrale da molto tempo ed è giusto che lo sia e che si discuta di come far fronte all’emergenza umanitaria.
Fino ad ora, però, questa guerra è stata combattuta a suon di slogan e comunicati ma, nella giornata di oggi, Salvini ha deciso di rispondere alle accuse e di avere un confronto diretto con i migranti.
La visita di Salvini in Calabria
Il Ministro del Viminale ha fatto visita alla tendopoli di San Ferdinando in Calabria per avere un confronto diretto con i migranti .
Salvini è arrivato nel paese in provincia di Reggio Calabria scortato da molti agenti che hanno creato un vero e proprio cordone intorno a lui per evitare qualche aggressione.
La tensione era molto alta e il Ministro molto atteso proprio per questo confronto diretto.
I toni accesi delle scorse settimane e la chiusura dei porti hanno portato Matteo Salvini a decidere di intraprendere questo confronto per valutare le reali condizioni e spiegare il suo punto di vista.

Il confronto
I migranti hanno avvicinato il leader della Lega spiegando quanto le loro condizioni siano malsane e precarie e di quanto sia necessario un supporto.
Salvini ha risposto spiegando che le proposte fatte a loro sono state rifiutate e che non avendo documenti le alternative sono inesistenti.
Salvini ha chiamato in causa la legge per spiegare il perché di tali condizioni ribattendo che i documenti sono necessari per poter andare altrove.
La chiusura del ministro a questo proposito è totale e irrevocabile, chi non ha documenti non può andare altrove.
Tuttavia, Matteo Salvini, si è informato sui lavori svolti dai ragazzi e sul loro compenso chiedendo di segnalare, per quanto possibile, qualsiasi irregolarità.
Il vice premier ha sottolineato che sarà fatto il possibile per arginare il fenomeno dello sfruttamento ai loro danni e chiede che vengano a galla i responsabili di tale sfruttamento.
Salvini si è poi spostato in un’altra tendopoli e ha ribadito che chi scappa dalla guerra è benvenuto ma solo se entra in modo regolare, cosa molto difficile.
Per i restanti casi, che sono comunque la maggior parte, non è possibile prendere immediati provvedimenti che possano tutelarli all’interno dello stato italiano.
