23 marocchini sono stati arrestati con l’accusa di aver effettuato dei ricatti a luci rosse nel noto social network Facebook. La maggior parte delle vittime erano degli ingenui uomini italiani che venivano adescati da profili falsi di ragazze/i molto attraenti. Dietro a queste figure vi era una vera e propria banda virtuale con sede in Marocco che si arricchiva alle spalle di coloro che cadevano nella loro trappola. I marocchini che si nascondevano dietro questi profili chiedevano a uomini italiani di spogliarsi davanti la webcam. Dopodiché registravano ciò che accadeva davanti la cam ed in un secondo momento minacciavano i malcapitati di diffondere il video nel caso in cui non avessero voluto pagare un’ingente somma di denaro. Questo tipo di pratica è da anni definita con il termine Sextortion.

Cos’è la Sextortion

La Sextortion è una vera e propria truffa online che avviene all’interno dei social network, nella maggior parte dei casi su Facebook. Alle spalle di ciò vi è un’organizzazione criminale che crea dei profili falsi di ragazze/i, con tanto di foto appariscenti e rigorosamente finte. Questi criminali dopo aver scelto le vittime, richiedono l’amicizia ed iniziano a chattare con loro. Una volta acquisita la loro fiducia, iniziano delle conversazioni spinte ed inviano foto osé (ovviamente false). Dopodiché avviene la vera e propria truffa: chiedono ai malcapitati di inviare foto/video a luci rosse o di spogliarsi in webcam. Fatto ciò li minacciano di divulgare tutto il materiale in cambio di una grossa somma di denaro. Dal 2013 si contano più di 5000 casi di Sextortion, molti dei quali sono avvenuti in Italia.

Arrestati i ricattatori luci rosse

La polizia italiana con la collaborazione della Gendarmerie Royale del Marocco ha arrestato ben 23 marocchini che nel loro paese effettuavano questo tipo di ricatti online a danno di numerosi italiani. La Polizia Postale ha avviato un’indagine molto fitta e ha scoperto tramite i nickname dei profili falsi usati dai criminali, l’indirizzo di pagamento con cui ricevevano le somme di denaro delle vittime. Dopodiché la polizia marocchina ha individuato l’identità, l’indirizzo di tutti i membri dell’organizzazione criminale e li ha infine arrestati. Solo in Emilia Romagna sono state ben dieci le persone che sono cascate in questa truffa online. Fortunatamente alcuni hanno avuto il coraggio di denunciare, ma sono tante le vittime che hanno deciso di pagare pur di non uscire allo scoperto. Una di queste ha pagato più di 42.000 euro ed altre quattro hanno addirittura deciso di commettere il suicidio.

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