Anche al giorno d’oggi, si possono trovare dei simboli egiziani, che siano sui gioielli, in particolare i ciondoli, i tatuaggi oppure su dei soprammobili. L’Egitto è una cultura che può affascinare chiunque, e i suoi simboli ci fanno pensare alle piramidi, al deserto e a quel che permane nei secoli. Ma qual’è il vero significato dei vari simboli?

L’Ankh

E’ bene partire dall’Ankh, la croce ansata con la sommità chiusa, che è uno dei simboli più importanti dell’Egitto, ed è presente in molte pitture. Esso simboleggia millenni di vita futura, ed era posta tra le mani dei defunti, oltre che nelle mani delle divinità raffigurate nelle statue o sulle pareti.

Molti studiosi ritengono che rappresenti anche una iniziazione ai misteri, visto che il suo cerchio rappresenta una forma perfetta che non ha né principio né fine, mentre la croce fa riferimento allo stati di estasi in cui si trova l’iniziato, quasi sempre in procinto di morire, visto che si ritiene che questa croce ansata sia una chiave per il regno dei morti. Altri studiosi ancora, pensano invece che simboleggi la vita, visto che lo portavano anche gli déi, in particolare Iside e i faraoni.

In passato, l’amuleto che ne riportava la forma, in oro, argento o altri metalli, si riteneva utile per propiziarsi qualsiasi situazione, ed infatti, nella cultura greco-latina, venne nominata “Croce di Venere“, in quanto somigliava al simbolo del suddetto pianeta. Oggi, è estremamente diffusso nel campo dell’orificeria.

Gli altri simboli egizi

L’Ankh è uno dei più importanti simboli egizi, e tra gli altri si possono elencare:

  • il Ba, che raffigura il viso di un defunto su un corpo alato o trasformato in uccello, simboleggiava le forze vitali e veniva posto tra le fasce delle mummie, per proteggere i defunti dalla negatività e favorirgli la vita eterna;
  • il nodo di Iside, una croce ansata priva di bracci laterali estesi, simile all’Ankh, rappresentava il tronco dell’albero nel quale la dea di cui porta il nome mise il corpo del marito, Osiride, per favorire la sua rinascita. Esso simboleggia l’immortalità. Veniva usato dagli antichi egizi durante i riti per propiziare la fertilità del terreno e la rinascita delle piante. Inoltre, proteggeva dai pericoli;
  • l’occhio di Horus, uno dei simboli egiziani più noti, che secondo la tradizione poteva rappresentare il sole o la luna, a seconda della direzione in cui era rivolta. Esso è un simbolo di giustizia e veniva usato nei rituali e nell’applicazione delle leggi, per propiziarsi longevità e salute. Veniva inserito nelle tombe, per allontanare i ladri;
  • la piramide, che non può certo mancare, tra i simboli egizi, simbolo di imponenza, poteva simboleggiare sia il mondo dei vivi e dei morti. Si indossava per favorire la propria elevazione verso il mondo dello spirito e della longevità, e veniva (ed è) realizzata in oro, argento, cristallo o pietre dure;
  • lo scarabeo, conosciuto come Kheprer, era uno degli amuleti egizi più comuni, e veniva usato per proteggersi dalle malattie e dagli incantesimi, ed infatti, sopra vi erano spesso incise delle parole magiche, per rafforzare il loro potere.
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