A poco più di 30 giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018 i sondaggi impazzano ovunque e iniziano a definirsi le prime linee guida con cui trattare questi bilanci e cercare di mettere mano e parola per migliorare la situazione prima del voto.

Dai sondaggi ufficiali il Centrodestra è nettamente in vantaggio con circa il 35-38% e supera nettamente Centrosinistra e Movimento 5 Stelle che, però, sta ottenendo più consensi della coalizione di centrosinistra che, invece, sembra aver fatto qualche passo indietro rispetto a qualche mese fa.

Il fatto che probabilmente la coalizione di Centrosinistra stia perdendo consensi e che, anzi, rischia di avere meno voti rispetto al solo Movimento 5 Stelle, è dovuto verosimilmente alle lotte intestine he da sempre impazzano nel movimento ma che negli ultimi tempi si sono inasprite fino a creare spaccature talmente profonde da mettere in crisi una percentuale di voti decisamente molto alta.

Già il fatto di avere all’opposizione, se così si può chiamare, il partito di Pietro Grasso che si assesta sul 7% dei voti è una cosa assolutamente negativa per la coalizione di centrosinistra che, forse, avrebbe dovuto cercare di mediare con tutti gli esponenti del partito di Grasso e cercare un accordo senza per forza voler sostenere questo Renzicentrismo che è solo controproducente e passato di moda.

L’innovazione ha senso di esistere solo se porta con sé un bagaglio tale da permettere al partito di interpretare la volontà dei cittadini e metterla in pratica cercando di migliorare la loro situazione e non attuando mosse strategiche che promettono una cosa e ne fanno un’altra.

I nuovi esponenti, se si possono definire nuovi, devono capire che gli unici compromessi a cui possono scendere sono quelli all’interno delle loro coalizioni e con i partiti di una stessa fazione, perché accettare di governare guardando più a un’intesa con l’opposizione che con i propri aspiranti alleati  crea un multipolarismo non in grado di proporre al paese le scelte migliori.