Che lo sport faccia bene è risaputo ed è meglio iniziare a fare attività fisica fin da bambini. Ma quali sono i benefici per i più giovani? E quali sono gli sport di squadra più pratica in Italia dai più piccoli?

I benefici

Gli sport di squadra, ai più giovani, fanno bene non solo fisicamente, ma anche sotto il profilo educativo. Infatti, essi insegnano ai ragazzi il valore dell’amicizia, ed anche quello della collaborazione. Facendo un’attività in gruppo, si impara a condividere emozioni, fallimenti, sconfitte e frustrazioni, e può far aprire anche i ragazzi più riservati. Sul campo da gioco, si impara anche a rispettare regole, e a capire che ci sono delle conseguenze se non si rispettano.

Fare attività di gruppo può migliorare anche l’umore. Dei ricercatori della Washington University di St. Louis, negli Stati Uniti, hanno analizzato il tipo di attività sportive svolte da 4191 bambini, fra i 9 e 11 anni, ed è emerso che tra lo svolgimento di uno sport di squadra e l’ippocampo, la zona del cervello che regola memoria ed umore, c’era una correlazione.

Un altro studio, condotto invece dalla California State University, su 11000 ragazzi statunitensi, di un’età compresa fra i 9 e i 13 anni, ha fatto emergere che i ragazzi che fanno sport di squadra hanno il 10 % di probabilità in meno di diventare ansiosi o depressi. Con sport individuali come il tennis, infatti, si è più ansiosi per via del tipo di prestazione che si vuole raggiungere.

Gli sport di squadra più praticati in Italia

Prima della pandemia da Covid-19, sembra che in Italia solo il 18,6 % dei giovani, tra i 6 e i 24 anni, non praticava nessuno sport o attività fisica, in particolare all’aperto. Sempre secondo i dati, il nuoto è lo sport più praticato dai più piccoli, tra i 3 e i 10 anni, in particolare dalla bambine, seguito dal calcio e da altri sport acquatici.

Il calcio ed il calcetto, tra gli sport di squadra, sono praticati soprattutto da ragazzi tra gli 11 e i 19 anni. A seguirlo, vi è la pallavolo, ma è praticato soprattutto dalle ragazze, sempre della medesima fascia d’età. Il terzo sport di squadra più praticato è la pallacanestro, più o meno in parità tra ragazzi e ragazze, sempre tra gli 11 e i 19 anni.

Gli psicologi, comunque, consigliano di far praticare ai giovani sia sport individuali che di squadra (anche in contemporanea), in quanto renderebbe più completo il loro punti di vista cognitivo, motorio e psicologico. Entrambe questi due tipi di attività possono essere educative, perché rafforzano diversi aspetti della personalità. Negli sport individuali non si impara il senso di collaborazione, ma l’assunzione di responsabilità e l’autonomia mentale possono essere rafforzate. La scelta dello sport da far praticare ai propri figli, comunque, dipende molto anche da questi ultimi e dalle loro preferenze.

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