Sicuramente negli ultimi mesi e in particolar modo negli ultimi giorni, la parola più utilizzata per descrivere la situazione economica italiana è Spread.

La parola Spread è fondamentalmente utilizzata nei periodi di crisi di governo per poter descrivere la situazione economica di un paese.

In particolar modo viene utilizzata con accezione negativa perché all’aumentare dello Spread le borse e il potere monetario di un paese perdono potere.

In realtà, la parola Spread, ha un senso decisamente più ampio di questo.

Il fatto che moltissimi economisti siano realmente preoccupati per la salita dello Spread è una questione legittima che, però, deve essere spiegata meglio.

Sentir parlare solo di punti dello Spread in aumento e pericolo non è sufficiente a far capire le ragioni di queste paure.

Cos’è lo Spread?

Lo Spread è una parola inglese che viene utilizzata soprattutto in Italia per poter definire la situazione economica.

In particolar modo, esso indica la differenza che intercorre tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi.

Ovviamente l’utilizzo di questa parola è iniziato da quando l’Italia è entrata nell’Unione Europea.

Di conseguenza, ha dovuto in qualche modo interfacciarsi con la nazione più influente dell’Unione, la Germania.

Lo Spread andrà fondamentalmente ad indicare quindi una serie di situazioni che si verificano durante una crisi economica.

Innanzitutto rappresenta un valore numerico che il mercato stesso attribuisce al rischio finanziario dell’investimento in titoli di stato.

In pratica, più lo Spread ha un valore molto alto come punti e maggiore è il rischio che corre chi vorrebbe acquistare un titolo di stato.

Il recupero del credito da parte del creditore, in questo caso, viene compromesso e il rischio sull’investimento è davvero alto.

La principale paura, infatti, è proprio questa.

Se gli investitori vedono alzarsi lo Spread, non si sentiranno sicuri nell’acquistare titoli di stato e, di conseguenza, le perdite economiche sarebbero davvero pesanti.

Un mercato che non investe in titoli per paura dello Spread decreta, di fatto, la precarietà e, in seguito, la bancarotta di quello stato.

La situazione italiana

Purtroppo la situazione italiana, da qualche anno a questa parte, è decisamente critica.

Oltre al crescente debito pubblico e alle varie problematiche finanziarie interne si aggiunge ad un quadro già nefasto l’instabilità di governo.

Sono ormai più di 5 anni che in Italia non si riesce ad avere una legislatura che concluda i canonici 5 anni di mandato e che possa in qualche modo garantire la stabilità.

Per quanto la situazione possa essere drammatica, la presenza di un governo solido in grado di emanare nuove leggi, è comunque motivo di fiducia per gli investitori.

La possibilità di avere un governo solido e con una maggioranza che ne permetta la stabilità, è di certo motivo di sicurezza per un investitore.

Se uno stato possiede un governo che gestisce le crisi e ne assicura i conti e i risparmi e si impegna a lavorare per risanare il bilancio, è degno di fiducia.

Purtroppo, nel caso dell’Italia, un aggravante è l’instabilità continuativa di governo che non riesce a mettere d’accordo più parti politiche.

La legge elettorale attuale non è in grado di provvedere ad assicurare una maggioranza una volta avuti i risultati delle urne, con risultati pessimi.

L’Unione Europea è fondamentale che continui a credere in uno stato, come l’Italia, per poter far si che la nostra economia non coli a picco e che i nostri risparmi valgano ancora qualcosa.

È fondamentale che l’Italia riesca a trovare una stabilità di governo che le permetta, non solo di avere nuovamente la fiducia dei mercati, ma anche quella dei propri cittadini.

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