Se dopo il vertice dell’altra notte sembrava che la questione TAV non si fosse risolta ma che comunque l’intenzione del governo fosse quello di rimanere saldo e compatto per trovare una soluzione, dopo ieri sera le condizioni si sono completamente ribaltate. Salvini per primo ha dichiarato di voler andare fino in fondo alla questione TAV e di non essere disposto a cedere il passo al Movimento 5 stelle e a Luigi Di Maio e quindi di bloccare i lavori. Di Maio dal canto suo in un’intervista si è detto assolutamente esterrefatto dal comportamento del suo compagno di governo non si aspettava una reazione di questo tipo poiché quello che era importante era poterne discutere.

Il duro scontro sulla TAV

La posizione di Salvini sembra chiara e dunque per Di Maio a questo punto ha poco significato proseguire nelle discussioni perché sembra il vice premier della Lega sembra assolutamente irremovibile dalle sue posizioni. Questo è un punto che può davvero provocare una crisi di governo tale da portare alla completa rottura tra Movimento 5 Stelle e Lega.

Che ci fossero all’interno delle difficoltà questo era ovvio, anche perché i due partiti provengono da realtà completamente differenti. Tuttavia fino a questo momento le discussioni avevano effettivamente portato ad un dunque per tutti i problemi che erano stati discussi. La questione TAV invece non solo crea una frattura profonda ma rischia proprio di far cadere il governo. Soprattutto Luigi Di Maio e altri esponenti del MoVimento 5 Stelle iniziano a far vacillare la loro fiducia nei confronti dell’alleato Matteo Salvini.

Lo scontro tra Lega e Movimento 5 stelle

Secondo molti esponenti l’intento di Salvini oltre che proseguire definitivamente con la TAV vorrebbe di spaccare in due il MoVimento 5 Stelle a suo favore per poi governare da solo. Alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle, infatti, sono contro la TAV mentre alcuni si sono dichiarati a favore della TAV o comunque di una revisione e di una possibile apertura al dialogo.

In questo modo infatti il movimento risulta spaccato sui due fronti. Un fronte che rimane fedele all’idea originale di non proseguire con la TAV, e un fronte e chi invece darebbe ragione a Matteo Salvini e vorrebbe proseguire. Questa spaccatura per il vice premier della Lega sarebbe provvidenziale perché vuol dire che parte dell’elettorato 5 stelle potrebbero andare ad appoggiarlo. In questa situazione e in caso di rottura potrebbero essere dei validi alleati per un supporto vero e proprio alla Lega.

Queste sono solo supposizioni di alcuni degli esponenti perché Matteo Salvini semplicemente dichiara di voler proseguire per la sua strada con i suoi obiettivi. Quello che è certo è che l’aria di crisi è effettivamente arrivata. Ora bisogna capire se è solo un’aria o se invece è proprio una crisi reale che potrebbe portare alla caduta del governo a neanche un anno dalla sua elezione.

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