Il tema immigrazione che da sempre è stato molto scottante e difficile da affrontare, adesso sta diventando davvero insostenibile.

Da quando è salito in carica il nuovo governo guidato da Lega e 5 stelle, non è passato giorno in cui non si facesse riferimento alla questione migranti.

Questo perché, mentre in passato la situazione era drammatica ma la via tentata era quella di collaborazione con l’Europa, da qualche mese a questa parte la chiusura sembra totale.

Il Ministro del Viminale Matteo Salvini ha deciso di imporre la chiusura dei porti italiani per dare un forte messaggio a tutta l’Europa.

Anche l’Europa deve farsi carico di questa terribile situazione senza lasciare l’Italia sola a fronteggiare questa emergenza.

La situazione migranti

Nella giornata di ieri è stata recuperata in mare una donna ancora viva dopo il naufragio di un gommone proveniente dalla Libia.

La donna ha atteso in acqua per 48 ora al fianco di un bambino e di un uomo già morti prima di essere salvata.

Le immagini della migrante hanno fatto il giro del mondo.

Nei suoi occhi si riflette tutto lo smarrimento e la disperazione per una situazione che sembra davvero senza via d’uscita.

La questione è molto più spinosa di quanto sembra perché il Ministro dell’Interno non sembra fidarsi delle Ong che, come in  questo caso, hanno tratto vite in salvo.

La posizione di Salvini contro le Ong

Salvini si è sempre dichiarato scettico sul ruolo delle Ong spingendosi fino a definirli veri e propri pirati del mare.

Secondo il ministro, infatti, non sarebbero organizzazioni che hanno come solo scopo quello di trarre in salvo persone ma bensì quello di trafficanti di esseri umani.

La Ong spagnola che ha twittato in proposito a quest’ultimo naufragio incolpa la Guardia Costiera libica per l’accaduto.

Il gommone sarebbe stato fatto affondare perché i migranti non volevano salire sulla motovedetta proveniente dalla Libia.

Dal canto suo la Guardia Costiera Libica ha fatto sapere di aver tratto in salvo ben 158 persone prestando loro soccorso,.

Quello che è stato omesso è l’aver lasciato morire in mare chi non ha eseguito l’ordine.

Salvini replica duramente alle accuse delle Ong non cambiando la sua posizione.

Le discussioni tra il ministro e l’Ong spagnola va avanti da quando a fine giugno i porti italiani sono stati chiusi e le guardie costiere libica e italiana hanno deciso di non intervenire.

Anche in quel momento l’Ong spagnola aveva attaccato duramente la scelta del Ministro ritenendolo responsabile delle morti in mare.

Salvini fa sapere che proprio i continui attacchi mediatici nei suoi confronti confermerebbero la malafede delle Ong e che lui prosegue sulla sua strada.

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